da Casa S. Raffaele

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APRILE 2017 n° 139

“Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?.” (Lc. 24, 18)

GRAZIE, grazie, grazie! A tutti coloro che sono venuti a trovarci, in particolar modo alla Sq. Delfini del Marghera 1, che durante l’uscita di squadriglia ci ha fatto visita ed ha voluto conoscere la casa; ai Rover e alle Scolte che hanno partecipato al laboratorio sull’accoglienza dello straniero in occasione dell’evento di Zona, conclusosi con la marcia di pace giunta a p.le Candiani a Mestre con l’intervento del Vescovo di Sarajevo; momenti importanti per la crescita e la formazione dei ragazzi che così si educano aperti ed accoglienti, nonché disponibili al servizio dell’altro!

Il foglio notizie di questo mese prende spunto da un paginone di AVVENIRE, pubblicato recentemente, che riporta alla riflessione su quanto accade nei social network a proposito di deformazione della realtà ed in particolar modo della realtà dei migranti e di come questo strumento, veramente diffuso nella nostra società, possa influenzare l’opinione pubblica, stimolando la pancia delle persone ed inducendo al pensiero unico e facile. È quindi importante creare una controinformazione documentata e capace di stimolare il pensiero critico, inducendo il risveglio delle coscienze per una maggior disponibilità all’accoglienza del fratello migrante.

In questo 2017 ricorre il 20 anniversario di Casa S. Raffaele in Riviera del Brenta!

Carissimi Parroci, quest’anniversario non può e non deve essere una ricorrenza interna alla struttura, o al massimo allargata a coloro che frequentano la Caritas o agli Scout impallinati del servizio, ma momento di festa e riflessione gioiosa di tutta la Comunità Cristiana che nell’accoglienza del fratello sperimenta l’incontro con Gesù, ne scopre il volto e gusta nell’intimità della Comunione, la potenza dell’AMORE di DIO! Purtroppo fino ad oggi non abbiamo ancora ricevuto idee e disponibilità per un grande evento del nostro Vicariato, prevedibile per l’inizio dell’attività pastorale 2017/2018: attendiamo con fiducia il vostro prezioso contributo. Ricordiamo infine che siamo in difficoltà a coprire i 21 turni settimanali, che occorre la disponibilità a donare un’ora, dalle 13,45 alle 14,45, per la raccolta pasti e di mezza giornata al mese per il ritiro dei generi alimentari al Banco Alimentare di Verona.

A nome di tutti, ospiti e volontari, vogliate gradire i migliori auguri di Buona Pasqua in Gesù Risorto ed i nostri più cordiali saluti!

Francesco VENDRAMIN

 

 

FOGLIO NOTIZIE Aprile 2017

Chi ha un bambino piccolo lo sa bene: una delle domande più frequenti, in una determinata fase della vita, è proprio quell’insistente: “Perché?”. L’uomo ha bisogno, fin da piccolo, di sapere, di conoscere il mondo. Fa parte della sua natura ed è una delle benedizioni di questo popolo umano così amato da Dio. Ma questo desiderio di informarsi può essere usata contro di noi: le dittature del ‘900 hanno dimostrato come sia possibile appropriarsi della verità e distorcerla, per assoggettare la mente umana. Oggi, con la proliferazione dei media, il rischio è più sottile e più subdolo: l’accessibilità ad internet ha significato anche la capacità di tutti di produrre e diffondere informazione, ed è facile cadere, anche senza cognizione di causa, non solo della banalizzazione, ma anche nella vera e propria distorsione della verità. Quante notizie, nella nostra pagina Facebook ad esempio, sono reali e quante sono bufale? Anche se noi ci sentiamo capaci di riconoscerle, in quanti condividono e diffondono notizie false e magari anche capziose? Per non parlare del perverso meccanismo, messo in atto dai social network più noti, di permettere all’utente di visualizzare i contenuti più simili a ciò che generalmente legge: la base, insomma, del pensiero unico e facile, dell’immobilità delle idee. Purtroppo queste bufale sono spesso create ad hoc da siti web che puntano a ricevere un alto numero di click con titoli sensazionalistici che attraggano chi, già convinto della propria idea, vuole rafforzandola evitando i confronti. Non sottovalutiamo l’impatto di queste notizie, bollandole semplicemente come stupide: basti pensare che anche l’attuale presidente degli USA si è lasciato più volte fuorviare da letture superficiali notizie parziali o banalizzate. Un numero elevatissimo di bufale riguarda i migranti, e quasi sempre li inquadra in stereotipi negativi. Il vantaggio di questi stereotipi è che, essendo tali, sono facilmente riconoscibili e confutabili. È proprio questa capacità di ribattere alla menzogna con la verità che non deve mancare a chi crede che una sana cittadinanza si costruisca anche con il fare chiarezza. Insomma, le cose da ricordare sono poche e chiare: il governo consegna ad ogni migrante 35 euro al giorno? No, i 35 euro sono la quota media stanziata per l’accoglienza, assegnata alle associazioni. Sono troppi i rifugiati in Italia? Circa 1.9 ogni mille abitanti, non certo un’invasione. Non è più economico rispedirli a casa loro? No, visto che un rimpatrio forzato costa 15 mila euro. Con i migranti sbarcano i terroristi? No, secondo Europol, i terroristi che hanno attraversato il mare sono “casi isolati”.1 Rispondere a chi usa falsi luoghi comuni per parlare allo stomaco della gente di un fenomeno che invece va affrontato con testa e cuore è un dovere per chi crede nella Verità.


Rapporto 2016 su povertà ed esclusione sociale in Italia e alle porte d’Europa

E’ disponibilie on-line oggi 17 ottobre, Giornata internazionale contro la povertà, il Rapporto 2016 di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Vasi comunicanti, che affronta questi temi allargando il proprio sguardo oltre i confini nazionali, cercando di descrivere le forti interconnessioni che esistono tra la situazione italiana e quel che accade alle sue porte.

 

http://www.caritasitaliana.it/home_page/area_stampa/00006623_Rapporto_2016_sulla_poverta_e_l_esclusione_sociale.html

terremoto in Centro Italia: l’azione di Caritas nelle zone colpite

Dalla prima scossa del 24 agosto il pensiero è sempre con quanti sono nelle zone dell’Italia centrale dove la terra continua a tremare e le comunità locali sono duramente provate anche dall’emergenza neve che rende molto difficoltosi gli spostamenti. Terremoto e  neve: un mix micidiale che purtroppo ha causato altri morti, anche nella drammatica vicenda dell’Hotel Rigopiano (cf. comunicato del 19/01/2017).
La presenza e l’impegno Caritas restano costanti in tutti i paesi colpiti, anche quelli spesso dimenticati (vedi precedenti aggiornamenti e articolo Italia Caritas febbraio 2017).
Si accentua il senso della perdita e della precarietà. Ma le comunità hanno risorse morali per rialzarsi: la rete Caritas è e sarà al loro fianconel cammino di ricostruzione (vedi poster da Italia Caritas febbraio 2017).
Questo vuol dire anche avere e promuovere la consapevolezza che il cratere di questo terremoto è grande e si allarga anche verso le zone meno battute dai media, così come lo sono i danni che ha prodotto e continua a produrre, accanto alla perdita di vite umane. I numeri e i dati non riescono a raccontare ‘il faccia a faccia’ con l’immane tragedia, la trama delle relazioni, la fatica di abitare l’emergenza con la delicatezza necessaria, la fede e la speranza di tanti (vedi editoriale Newsletter dicembre 2016 e articolo Italia Caritas dicembre 2016/gennaio 2017).
In tutte le zone colpite si sta completando da parte delle Chiese locali il monitoraggio dei bisogni a carattere sociale ed economico, si stanno avviando interventi mirati per la ripresa delle attività produttive, soprattutto nelle aree rurali (es. attrezzature per allevatori o agricoltori, tunnel agricoli destinati al bestiame, mangimi e foraggi, interventi strutturali per la ripresa della produzione, trasformazione e vendita dei prodotti tipici).
Sono stati attivati i gemellaggi di tutte le Caritas, da Nord a Sud,  con la diocesi di Rieti, le sei diocesi delle Marche colpite dal sisma –  Ascoli Piceno, Camerino-San Severino Marche, Fabriano-Matelica, Fermo, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto – la diocesi di Spoleto-Norcia, le diocesi di L’Aquila e Teramo-Atri che hanno visto la situazione ulteriormente aggravata da nevicate e nuove scosse.
Dal punto di vista strutturale, per riannodare fin da subito relazioni e rapporti comunitari, si è dato prontamente avvio ad un programma di realizzazione di strutture polifunzionali (“Centri di comunità”), il primo dei quali è stato inaugurato ad Amatrice il 24 novembre 2016, a meno di cento giorni dal sisma ed è stato utilizzato dopo le nuove scosse come centro di rpimo soccorso.
Sempre nella diocesi di Rieti prima di Natale sono stati aperte altre piccole strutture socio-pastorali a Scai, Sant’Angelo (frazioni di Amatrice) e Grisciano (Frazione di Accumoli) e – in base ai bisogni pastorali evidenziati dal Vescovo – si stanno valutando ulteriori interventi. Nella diocesi di Spoleto-Norcia si stanno attuando le prassi amministrative per poter avviare quanto prima la realizzazione di strutture a Norcia, Cascia e ad Avendita (frazione di Cascia), mentre nella diocesi di Ascoli Piceno a breve dovrebbe iniziare la realizzazione di un centro comunitario ad Arquata del Tronto. Si sono già svolti incontri con le altre diocesi marchigiane per verificare la opportunità/necessità di realizzare analoghi interventi strutturali: ad oggi sono in istruttoria interventi nelle diocesi di Camerino (Camerino, Visso, La Maddalena), Fermo (S. Angelo in Pontano, Amandola, Francavilla), Macerata (Tolentino e Macerata), San Benedetto del Tronto (Cossignano e Force).
 Relativamente alle risorse, grazie alla colletta nazionale del 18 settembre e alla generosa risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana circa 21,6 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla CEI. 
Caritas finora ha garantito ascolto delle persone presenti nei territori con particolare attenzione alle fasce più deboli, accompagnamento pastorale, informazione, accanto a risposte ai bisogni primari, contributi al reddito, fornitura di beni e strumenti per favorire la ripresa delle attività economiche, soprattutto nelle aree rurali. In alcune zone – come ad es. Arquata, Acquasanta, Montegallo – sono state avviate attività strutturate di doposcuola ed animazione giovanile.
Non è mancata l’attenzione alle famiglie delle vittime, sia in loco che in altre province o all’estero, e ai bisogni di quanti vivono nelle frazioni e nelle case sparse, anche con la messa a disposizione, in accordo con Comuni e Regioni, di moduli abitativi provvisori destinati alle situazioni familiari particolarmente fragili, soprattutto nelle frazioni isolate di Amatrice. Significativa è l’attività di animazione e prossimità negli alberghi della costa marchigiana e abruzzese e del Lago Trasimeno dove sono stati trasferiti i residenti dei centri maggiormente colpiti, con iniziative condivise tra le diocesi ospitanti e quelle di provenienza.
Oltre a proseguire con aiuti concreti, la priorità ora è di restare in ascolto delle comunità locali e portare all’attenzione delle istituzioni questo ascolto di tanti che soffrono, sono isolati, disillusi dalle troppe promesse fatte e non mantenute. Un carico di interrogativi che esige doverose risposte, da quelle più immediate alle scelte di ricostruzione, da cui dipende il futuro di queste persone.

 

Per altre info contatta la Caritas della tua diocesi:
Caritas Veneziana
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