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Dalle soste della Visita le casette del
Pakistan
PAKISTAN- La zona era stat rasa
al suolo dal terremoto dell’ottobre del 2005: da allora la gente vive dentro
baracche di lamiera, al gelo.
Con le offerte della Visita pastorale si
stanno costruendo 300 case e 2 scuole per i terremotati di Balakot. Mons.
Pistolato (Caritas) è stato in viaggio nella regione :” La popolazione è grata
alla Chiesa di Venezia”.
Le fondamenta già si vedono e
anche i primi muri stanno venendo su. Le 300 case che il Patriarcato di Venezia
e la Caritas stanno realizzando nelle zone terremotate del Pakistan stanno per
diventare una realtà. Lo ha potuto constatare di persona mons. Dino Pistolato,
direttore della Caritas diocesana che nelle scorse settimane ha visitato le
località interessate dal sisma del 2005.
Era l’ottobre di un anno e
mezzo fa quando un terribile terremoto rase al suolo Balakot, nella diocesi di
Islamabad e altre località vicine. Subito la diocesi veneziana inviò i primi
aiuti e poi il patriarca di Venezia stabilì di devolvere tutte le offerte che
via via si sarebbero raccolte durante le diverse soste della Visita Pastorale al
progetto della costruzione di 300 case e due edifici scolastici in Pakistan. “
Oggi la popolazione di quelle zone - racconta Mons. Pistolato – vive in baracche
di lamiera. Le condizioni di vita sono molto difficili, perché lì le temperature
sono molto rigide”. E dunque occorre dare un riparo solido e duraturo alla
popolazione. Le offerte raccolte finora, per circa 60mila euro, sono state già
utilizzate e si stanno completando le prime abitazioni. “molti di questi edifici
avranno al piano terreno uno spazio dove aprire un negozio o un laboratorio per
garantire anche un’attività lavorativa”.
Le due scuole invece
serviranno per i bambini e i ragazzi che oggi vanno a lezione nelle baracche di
lamiera. E qui si potranno anche realizzare dei corsi di sartoria o atre
attività per le giovani donne.
Durante la Visita di Mons.
Pistolato in Pakistan, inoltre, sono stati distribuiti alcuni aiuti: “Nella zona
di Balakot abbiamo distribuito vestiario, soprattutto giacche a vento, per
difendersi dal freddo. Nella piccola comunità cristiana del Kashmir abbiamo
invece consegnato derrate alimentari. L’incontro con quella comunità - ricorda
Mons. Pistolato – è stata molto coinvolgente. Se altrove per motivi di sicurezza
non potevamo neppure mostrare alcun simbolo religioso, lì abbiamo pregato
insieme e ci hanno chiesto la nostra benedizione”.
La presenza del Patriarcato
di Venezia e della Caritas ( che collabora con l’associazione locale Apma, All
Pakistan Minorities Alliance) in un paese a nettissima maggioranza musulmana
acquista un significato molto particolare. “La grande motivazione che anima i
cristiani di qui è quella di dare una testimonianza di fede per le famiglie più
povere e bisognose. L’associazione con la quale collaboriamo – il direttore
della Caritas – riunisce le diverse confessioni cristiane, ma anche i buddisti e
gli induisti: tutte minoranze all’interno del Pakistan, che hanno trovato così
anche l’occasione di dialogare tra loro. La nostra motivazione più forte, che
condividiamo con mons. Lobo, il vescovo di Islamabad, è quella di mostrare il
volto di una Chiesa attente ai bisogni di tutti”.
Serena Spinazzi Lucchesi
Le offerte
alla nostra iniziativa per il Pakistan, possono essere versate nelle sedi della Caritas
Venezia, oppure presso:
Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas
Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia,
Conto
corrente presso
BANCA PROSSIMA
intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN
IT 12 H 03359 01600 100000006662
Ricordarsi di specificare la causale
del versamento:
Pakistan.
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