CARITAS VENEZIANA

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Su SuccessivaVisita in Pakistan 2007

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Dalle soste della Visita le casette del Pakistan

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PAKISTAN- La zona era stat rasa al suolo dal terremoto dell’ottobre del 2005: da allora la gente vive dentro baracche di lamiera, al gelo.

Con le offerte della Visita pastorale si stanno costruendo 300 case e 2 scuole per i terremotati di Balakot. Mons. Pistolato (Caritas) è stato in viaggio nella regione :” La popolazione è grata alla Chiesa di Venezia”.
 

Le fondamenta già si vedono e anche i primi muri stanno venendo su. Le 300 case che il Patriarcato di Venezia e la Caritas stanno realizzando nelle zone terremotate del Pakistan stanno per diventare una realtà. Lo ha potuto constatare di persona mons. Dino Pistolato, direttore della Caritas diocesana che nelle scorse settimane ha visitato le località interessate dal sisma del 2005.

Era l’ottobre di un anno e mezzo fa quando un terribile terremoto rase al suolo Balakot, nella diocesi di Islamabad e altre località vicine. Subito la diocesi veneziana inviò i primi aiuti e poi il patriarca di Venezia stabilì di devolvere tutte le offerte che via via si sarebbero raccolte durante le diverse soste della Visita Pastorale al progetto della costruzione di 300 case e due edifici scolastici in Pakistan. “ Oggi la popolazione di quelle zone - racconta Mons. Pistolato – vive in baracche di lamiera. Le condizioni di vita sono molto difficili, perché lì le temperature sono molto rigide”. E dunque occorre dare un riparo solido e duraturo alla popolazione. Le offerte raccolte finora, per circa 60mila euro, sono state già utilizzate e si stanno completando le prime abitazioni. “molti di questi edifici avranno al piano terreno uno spazio dove aprire un negozio o un laboratorio per garantire anche un’attività lavorativa”.

Le due scuole invece serviranno per i bambini e i ragazzi che oggi vanno a lezione nelle baracche di lamiera. E qui si potranno anche realizzare dei corsi di sartoria o atre attività per le giovani donne.

Durante la Visita di Mons. Pistolato in Pakistan, inoltre, sono stati distribuiti alcuni aiuti: “Nella zona di Balakot abbiamo distribuito vestiario, soprattutto giacche a vento, per difendersi dal freddo. Nella piccola comunità cristiana del Kashmir abbiamo invece consegnato derrate alimentari. L’incontro con quella comunità - ricorda Mons. Pistolato – è stata molto coinvolgente. Se altrove per motivi di sicurezza non potevamo neppure mostrare alcun simbolo religioso, lì abbiamo pregato insieme e ci hanno chiesto la nostra benedizione”.

La presenza del Patriarcato di Venezia e della Caritas ( che collabora con l’associazione locale Apma, All Pakistan Minorities Alliance) in un paese a nettissima maggioranza musulmana acquista un significato molto particolare. “La grande motivazione che anima i cristiani di qui è quella di dare una testimonianza di fede per le famiglie più povere e bisognose. L’associazione con la quale collaboriamo – il direttore della Caritas – riunisce le diverse confessioni cristiane, ma anche i buddisti e gli induisti: tutte minoranze all’interno del Pakistan, che hanno trovato così anche l’occasione di dialogare tra loro. La nostra motivazione più forte, che condividiamo con mons. Lobo, il vescovo di Islamabad, è quella di mostrare il volto di una Chiesa attente ai bisogni di tutti”.
Serena Spinazzi Lucchesi

 


Le offerte alla nostra iniziativa per il Pakistan, possono essere versate nelle sedi della Caritas Venezia, oppure presso:

Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia,

Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662

Ricordarsi di specificare la causale del versamento: Pakistan.