CARITAS VENEZIANA

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Precedente Su Successiva07/01/2005

 

                                     

 

Aggiornamento del 7 gennaio 2005

 

Il giorno 5 gennaio si è tenuta la terza conferenza telefonica della rete Caritas Internationalis, questa volta dedicata esclusivamente all’India e lo Sri Lanka. Hanno partecipato 22 realtà appartenenti alla rete Caritas e Cor Unum. Tra i partecipanti erano anche Caritas Turchia e Caritas Romania che per la prima volta si affacciano all’esterno con una disponibilità di volontari la prima, ed il lancio di una colletta nazionale la seconda.

Anche la Caritas Brasile si mobilita in favore delle vittime del maremoto con l’avvio di una colletta nazionale.

Le prossime conferenze telefoniche avranno luogo tra la fine della prossima settimana e i primi giorni della settimana successiva.

Continua in forma significativa l’espressione di solidarietà da parte di diocesi, parrocchie, enti, gruppi, associazioni, e singoli, in risposta all’appello di raccolta fondi ma anche con offerte di disponibilità di vario tipo, non sempre accettabili per Caritas per tipologia (es. panettoni, surgelati, ….).

Moltissime anche le disponibilità per un periodo di volontariato nelle zone del disastro. Anche se al momento non si prevede l’invio di gruppi di volontari, tutte le disponibilità vengono raccolte presso l’Ufficio Asia per l’eventualità in cui, in risposta e coordinamento con una o più delle realtà locali, progetti di questo tipo possano essere realizzati.

Continuando a sostenere l’idea prioritaria di raccogliere ed inviare solo fondi, date alcune significative disponibilità, in accordo con la Caritas Sri Lanka e in risposta a loro richieste specifiche, si sta pensando di organizzare un invio di acqua potabile, potabilizzatori e forse materiali igienico sanitari. Risultano sufficientemente complesse le pratiche di stoccaggio e sdoganamento[1].

Al momento la progettualità possibile è quella legata alla distribuzione degli aiuti e la creazione di rifugi temporanei per gli sfollati (es. tende). Fra pochi giorni dovrebbe essere possibile avere qualche elemento maggiore per la ‘costruzione’ di progetti e programmi più articolati che possano vedere anche un nostro coinvolgimento più diretto, a livello nazionale e diocesano, nel medio e lungo termine. Chiederemmo perciò cortesemente alle Caritas diocesane, anche in rispetto delle indicazioni e potenzialità delle Caritas locali, di dare la priorità alla sensibilizzazione delle nostre comunità secondo le modalità proprie di Caritas:

-         risposta ai bisogni primari dettati dall’emergenza,

-         riabilitazione e ricostruzione

-         promozione, sviluppo e accompagnamento.

 

Focus Paesi

India

Terry Dutto, il delegato di Caritas Italiana, come membro del team di coordinamento di Caritas Internationalis, sta visitando in questi giorni i campi nell’estremo Sud del Paese, verso Kanyakumari e Cape Comorin, dove sono accolte 25.000 persone. Contemporaneamente gli altri membri del team sono nella zona di Pondicherry, al centro della costa del Tamil Nadu. Terry conferma che le necessità dall’esterno sono solo di carattere finanziario perché la rete locale (Chiesa/Caritas e non solo) è buona e si è subito mobilitata – 5.000 i volontari venuti dalle varie parti dell’India, coordinati da Caritas India.

Prima dello Tsunami stavano nascendo associazioni di pescatori con l’obiettivo di metter insieme le forze ed i risparmi per un lavoro maggiormente coordinato e produttivo. Oggi è ancor più importante sostenere la categoria dei pescatori e l’avvio di questi strumenti associativi. Terry Dutto riporta una grande volontà, disponibilità e coinvolgimento dei pescatori stessi per la ripresa delle attività socio-economiche nell’area del Tamil Nadu colpita. E’ stato revocato il divieto di pesca da parte delle autorità governative.

Mentre si riduce il numero degli sfollati perché si forniscono abitazioni temporanee occorre un forte sostegno psicologico per queste persone ancora fortemente provate che nella vita collettiva dei campi trovavano comunque un minimo di conforto.

Molto positivo il lavoro di coordinamento, di  distribuzione e di particolare attenzione proprio alle situazioni post-trauma fatto finora da Caritas India, grazie alle comunità diocesane.

I bisogni prioritari individuati sono:

-         cibo,

-         materiale scolastico,

-         kit per famiglie con vestiario,

-         set da cucina e articoli sanitari,

-         acqua e igiene nei campi,

-         sostegno ai pescatori

-         protezione per i gruppi più vulnerabili, bambini orfani e vedove, possibili prede dei trafficanti umani,

-         assistenza psicologica post trauma (da portare avanti in stretta collaborazione con organizzazioni locali specializzate con cui Caritas India ha già collaborato in altre occasioni),

-         avvio di progetti di ripresa economica (“cash for work”)

-        

La prossima settimana, dopo il lavoro di verifica e unificazione degli ultimi dati raccolti da parte del team di coordinamento, verrà presentato alla rete Caritas Internationalis il programma di intervento per le fasi di seconda emergenza, riabilitazione e ricostruzione.

 


 

Sri Lanka

I tre team di coordinamento della rete Caritas Internationalis - Colombo e Galle, Jaffna e Vanni, Batticaloa e Trincomalee - hanno avviato la loro attività in forma attenta e continuativa in particolare con missioni nelle varie aree colpite di riferimento per ciascun gruppo.

Buona la collaborazione fra cattolici e indu anche nell’ambito del coordinamento locale della rete di Organizzazioni non Governative.

I problemi che permangono riguardano in particolare:

-         le condizioni dei pescatori,

-         le condizioni igienico sanitarie che tendono ad un costante peggioramento,

-         lo status dei bambini (possibili ricongiungimenti familiari),

-         molti sfollati si ritrovano per strada perché hanno dovuto lasciare le strutture scolastiche dove si erano rifugiati, per consentire la ripresa delle scuole.

Nel programma di Caritas Sri Lanka / SEDEC si prevede in particolare la distribuzione di:

o        tende alle famiglie come rifugi temporanei,

o        quaderni per i bambini,

o        cibo per i prossimi due/tre mesi

o        materiali igienico sanitari in particolare destinato alle donne/mamme

il tutto in favore di 50.000 famiglie.

Caritas Sri Lanka conferma che al momento non c’è necessità di invio di personale medico e paramedico perché le presenze sono numerose e sufficientemente coordinate. Nel qual caso si dovessero verificare necessità, Caritas Sri Lanka non esiterà a contattare la rete.

Per il 13 gennaio dovrebbe essere pronto il programma di intervento per le fasi di seconda emergenza, riabilitazione e ricostruzione che verrà presentato alla rete Caritas Internationalis.

 


 

Indonesia

Incaricati di Caritas Australia hanno effettuato una missione di ricognizione nelle zone dell’Indonesia maggiormente colpite: Medan (capitale del Nord Sumatra) e Banda Aceh.

Si confermano purtroppo gli scenari apocalittici che ci vengono riportati costantemente dai media.

L’attività di aiuto della rete Caritas si esprime in loco tramite la debole rete della Caritas locale, il JRS (Jesuit Refugees Service) e Caritas Australia. Si lavora con tre problemi principali:

-         difficile e debole il coordinamento fra le Organizzazioni non Governative presenti ed il Governo,

-         difficili le comunicazioni – le strade sono interrotte o comunque molto danneggiate

-         pochi i mezzi e gli autisti a disposizione

-         gli aeroporti, oltre ad essere danneggiati, sono congestionati per gli innumerevoli elicotteri e aerei carichi di aiuto che arrivano

-        

Nonostante ciò continua incessante la distribuzione degli aiuti, tentando di raggiungere soprattutto le comunità più isolate ed ancora non raggiunte dalle Ong:

o        una cucina comunitaria è stata avviata a Banda Aceh per servire circa 5.000 rifugiati;

o        vengono distribuiti generi alimentari, medicinali e materiale sanitario,

o        …..

Si stanno studiando progetti per l’assistenza psicologica post trauma e la distribuzione di strutture temporanee di accoglienza per le famiglie.

E’ difficile al momento, per i referenti locali, stendere un programma articolato da presentare alla rete Caritas Internationalis.

 

Le offerte alle nostra iniziativa per il maremoto in Asia, possono essere versate nelle sedi della Caritas Venezia, oppure presso:

Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia,

Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662

Ricordarsi di specificare la causale del versamento: MAREMOTO ASIA.