CARITAS VENEZIANA

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Precedente Su Successiva09/08/2006

 

                                     

CRISI MEDIO ORIENTE

(Aggiornamento del 09 agosto 2006)

 

 LIBANO

Il bombardamento a tappeto delle regioni libanesi continua in maniera intensa. Continuano ad essere distrutti ponti e villaggi che fin’ora erano stati risparmiati dalle incursioni.

 

Azione della Caritas

-         Fino ad oggi le persone aiutate dalla Caritas sono 81.488. Di queste persone, circa il 23% sono sistemati presso famiglie ospitanti, gli altri sono alloggiati negli oltre 300 centri collettivi di cui la maggior parte sono scuole. Le operazioni di assistenza vengono svolte da 186 membri dello staff di Caritas Libano (di cui 36 assistenti sociali) e 1.500 volontari.

-         Caritas Libano sta cercando di far arrivare gli aiuti ai lontani villaggi tra le montagne ma le scorte cominciano a scarseggiare e il fatto che ancora non aprono un corridoio umanitario è una forte preoccupazione per tutti.

-         Il Centro Migranti di Caritas Libano continua ad assistere gli immigrati, soprattutto di Sri Lanka, Etiopia, Filippine, dando loro cibo, alloggio e collaborando con le ambasciate di questi paesi per le operazioni di rimpatrio.

-         Caritas Siria sta pianificando l’assistenza a 300 famiglie libanesi (1.200 persone) garantendo loro cibo, vestiti e coperte.

-         Caritas Giordania si sta adoperando per aprire un corridoio umanitario e far giungere gli aiuti in Libano, supportata da Caritas Milano. Oltre a questa operazione, sta anche garantendo alloggi per i rifugiati libanesi che arrivano ad Amman.

  

TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI

 Striscia di Gaza e Cisgiordania

L’attenzione internazionale che viene posta sul Libano non deve far dimenticare l’incremento dei  bombardamenti nel nord ed est di Gaza che, solo dal 28 giugno u.s. ad oggi, hanno ucciso 175 palestinesi di cui circa 40 bambini ed oltre 620 feriti.

Secondo l’UNRWA (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi), sono almeno 475 le persone che hanno lasciato la propria casa dopo l’ultima incursione israeliana avvenuta nei giorni scorsi vicino all’aeroporto di Gaza. Attualmente l’UNRWA accoglie 1.345 persone in 4 scuole nella Striscia di Gaza.

Inoltre, sempre secondo un’agenzia delle Nazioni Unite, l’OCHA, le incursioni israeliane hanno danneggiato grandi appezzamenti di terra coltivabile. L’accesso a Gaza è problematico: mentre è aperto un corridoio per far entrare a Gaza gli aiuti umanitari, non sono permesse le esportazioni da Gaza. Le chiusure dei passaggi hanno colpito in maniera significativa gli abitanti di Gaza che non riescono nemmeno ad ottenere le cure mediche essenziali. La gente dipende, perciò, sempre di più dagli aiuti umanitari. Il WFP delle Nazioni Unite ha aumentato il numero dei beneficiari assistiti dal loro programma, da 160.000 è passato a 220.000 persone al mese.

 Caritas Gerusalemme ha fatto appello alla rete Caritas perché vengano raccolti 1,5 milioni di dollari per alleviare le sofferenze di un milione e 400 mila palestinesi, metà dei quali sono bambini. Caritas Gerusalemme riferisce di forti carenze di elettricità, carburante, cibo, acqua, medicine e articoli sanitari. Caritas Gerusalemme sta garantendo i bisogni primari alle famiglie più bisognose. Da diversi mesi, migliaia di impiegati non percepiscono più lo stipendio e Caritas Gerusalemme ha avviato un programma di “creazione del lavoro” che ha lo scopo di dare opportunità di lavoro e, perciò, di guadagno, alle persone che non hanno più un’entrata.


 

MESSAGGIO DEL PATRIARCA LATINO DI GERUSALEMME

(S.B. Michel Sabbah)

 

Pregare per la Pace e la Giustizia

 Iniziamo oggi il tradizionale periodo di digiuno e preghiera che precede la festa dell’Assunzione di Maria in cielo. Quest’anno digiuneremo e pregheremo per la pace, per la fine delle ostilità a Gaza e nel Sud del Libano. Pregheremo per tutte le parti coinvolte, palestinesi, israeliani e libanesi. A tutti loro auguriamo pace e sicurezza.

 Quello che sta succedendo attualmente a Gaza e nel Sud del Libano è semplicemente disumano, qualunque siano le cause presunte per la sua giustificazione. La comunità internazionale dovrebbe interferire con maggiore efficienza per porre fine alle ostilità.

 Condanniamo il rapimento del soldato israeliano a Gaza e di altri due soldati israeliani nel Sud del Libano. Desideriamo che queste tre persone ritornino presto a casa, dalle loro famiglie. Condanniamo, allo stesso tempo, la cattura di prigionieri palestinesi da parte degli israeliani come anche la cattura, da anni, di 10 mila palestinesi tenuti prigionieri nelle prigioni israeliane.

 La violenza non può e non deve essere il mezzo per legittimare la difesa. La potenza militare non può proteggere. Le rappresaglie militari non fanno altro che aumentare il rifiuto che circonda Israele nella regione, anzi, il risultato è l’aumento dell’odio e del rifiuto.

 La sola azione da usare per legittimare la difesa, che davvero protegge e garantisce la sicurezza, consiste semplicemente nel mettere fine all’ingiustizia iniziale che è il nocciolo di questo lungo conflitto, che è la questione palestinese. Consiste nel mettere fine all’occupazione militare israeliana imposta da anni sui palestinesi e ridare la loro libertà e indipendenza. Aspettare che cessi la manifestazione della violenza palestinese per raggiungere questo obiettivo è irrealistico e illogico, perché finché dura l’oppressione, questa darà vita alla violenza.

 Fratelli e sorelle, preghiamo affinché la ragione prevalga sullo spirito di vendetta. Preghiamo affinché uomini e donne possano riconoscere che sono capaci di vivere insieme in pace. Preghiamo per la fine delle azioni militari che impediscono ai leader e ai soldati di essere persone umane e li rendono deputati a uccidere e distruggere. Preghiamo affinché il Signore sia maggiormente presente tra di noi e che la Sua presenza renda gli uomini più umani verso i loro fratelli e sorelle al di là delle differenze di religione e nazionalità. Chiediamo l’intercessione della Nostra Signora. ChiediamoLe di intervedere per i figli e le figlie di questa Terra, che è la sua Terra e che il Signore voleva fosse la Terra della Redenzione e della Riconciliazione per tutti.

 Gerusalemme, 01/08/2006

 



Le offerte alla nostra iniziativa per il Medio Oriente, possono essere versate nelle sedi della Caritas Venezia, oppure presso:

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Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662

Ricordarsi di specificare la causale del versamento: Medio Oriente.