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Libano e Gaza. Emergenza Medio Oriente(17 luglio 2006) La Caritas Libano lancia un drammatico appello a seguito dell’escalation della violenza scoppiata il 12 luglio, dopo l’attacco delle milizie Hezbollah libanesi a una guarnigione di soldati israeliani e la conseguente reazione armata di Israele. Dopo le prime ore di incredulità davanti all’ampiezza di questa reazione, la Caritas Libano, purtroppo già abituata ad agire in clima di guerra, si è attivata con la sua rete di volontari. Rimane peraltro ferma la condanna degli attacchi alle infrastrutture civili, ponti, strade aeroporti, depositi di nafta, con le inevitabili vittime innocenti che ne conseguono. “Il Libano brucia, stanno distruggendo il nostro Paese !” L’appello di Caritas Libano rivela, oltre alla gravità di quello che sta succedendo, il senso di impotenza ormai è presente in tutto il Medio Oriente e lo sconcerto per un paese che era riuscito in qualche modo a trovare un equilibrio dopo il conflitto interno dal 1975 al 1989. La situazione cambia di ora in ora e gli sfollati che cercano zone più sicure sono ormai centinaia di migliaia. Vicino alla città di Tiro, Caritas Libano sta assistendo in alloggi di fortuna, in genere nelle scuole, 2000 famiglie, ma è soprattutto a Beirut che si stanno ammassando migliaia di famiglie provenienti dai villaggi del sud del paese. L’impegno di Caritas Libano. L’impegno che le autorità hanno richiesto in questa fase iniziale alla Caritas Libano è di collaborare all’assistenza di ben 50.000 famiglie, oltre 250.000 persone. Due terzi di queste sono sciite, dato che i combattimenti più violenti vengono dalle zone in cui risiedono. Alloggiate temporaneamente in edifici pubblici, hanno bisogno di tutti i beni di prima sopravvivenza, poiché chi è fuggito dai villaggi non ha potuto portare quasi nulla con sé, oltre ai familiari. Una particolare urgenza è il latte e in genere i viveri per i neonati. Per ora il mercato locale è sufficientemente fornito, ma si temono gli effetti dovuti alla forte diminuzione delle attività commerciali. I bisogni più urgenti (latte e acqua, viveri, medicinali, utensili per cucina, candele e forniture di elettricità). L’emergenza richiede, oltre ai viveri, l’organizzazione tempestiva di riserve di acqua, poiché la fornitura dall’acquedotto può venire interrotta facilmente. Esiste un sistema di generatori di emergenza nelle scuole e nei quartieri, poiché in Libano si è abituati ai black out, ma bisogna pensare al carburante per avere un po’ di elettricità qualche ora al giorno. Poi si supplisce con le candele. I viveri saranno selezionati prima di tutto per le fasce più deboli, come le medicine e gli articoli igienici di uso corrente. Un gruppo di medici e di infermiere volontarie si incaricherà di fornire un’adeguata assistenza ai malati cronici, in particolare agli anziani. I lavoratori immigrati e i rifugiati iracheni. Fra la popolazione sfollata vi sono i lavoratori e i rifugiati di altre nazionalità, in genere impiegati a giornata. Rimasti dall’oggi al domani senza alcuna risorsa e privi anche delle reti di familiari e amici su cui possono contare, almeno in parte, i cittadini libanesi. Si tratta di 200 immigrati e 150 famiglie di rifugiati iracheni che soffrono così di una doppia emergenza. Anche le ambasciate dei paesi di origine di queste persone hanno chiesto aiuto al Centro Immigrati della Caritas Libano. Un convento è stato messo a disposizione dalle suore della Carità nel quartiere di Kesrouan. Il gruppo è già assistito dai volontari del Centro, ma ora bisogna pensare a tutti i beni necessari alla sussistenza. Il budget La valutazione delle spese necessarie per l’assistenza alle 50.000 famiglie è di 1.153.200 €. Per gli immigrati e i rifugiati, circa 1000 persone completamente abbandonate, la somma è di 140.00 €.
Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia, Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662 Ricordarsi di specificare la causale del versamento: Medio Oriente.
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