Aggiornamento dalla Caritas Libano
del
19 luglio 06
Il Libano vive una crisi disastrosa, rara al giorno d’oggi. Dopo 7 giorni la
situazione è peggiorata e l’ottavo non si preannuncia migliore. Non si intravede
una tregua. Invece aumentano le aggressioni che colpiscono diverse località del
Libano del sud, della valle della Bekaa, soprattutto a Zahlé e a Beirut. Anche
certe parti del monte Libano sono bersaglio della rappresaglia israeliana.
Quasi tutte le regioni libanesi sono bombardate. Anche le regioni che si pensava
fossero al riparo dalle aggressioni sono nuovi bersagli. Ora si mira ai mezzi di
trasporto, ai camion. La regione di Jamhour, sul monte Libano è stata bombardata
e 11 soldati dell’esercito libanese sono stati uccisi. Ieri ci sono stati 31
morti e diverse decine di feriti. Alcune famiglie hanno perso diversi membri in
un solo attacco. Questa mattina, il villaggio di Sarrifa (regione di Tiro) ha
subito un attacco israeliano. Venti persone sono state uccise, di cui dieci
della stessa famiglia.
L’esercito israeliano mira ai depositi di prodotti e alle fabbriche. I magazzini
di derrate alimentari sono uno speciale bersaglio. Una latteria nella Bekaa, la
“Liban lait” è stata completamente distrutta e bruciata dopo un attacco
dell’aviazione israeliana. Così pure un deposito di prodotti alimentari
“Transmed” a Choueifate, nella periferia sud di Beirut.
Le scuole, i conventi, gli edifici pubblici sono pieni di rifugiati. Più di
500.000 persone sono sfollate a seguito dei bombardamenti. Senza contare le
famiglie che si sono rifugiate da parenti e da amici o anche da sconosciuti che
hanno voluto solo manifestare il loro senso di carità. Vi è un grande senso di
solidarietà e di fraternità per aiutare i più deboli. E’ l’unico, ma proprio
l’unico aspetto positivo di questa guerra, mostrare all’opinione internazionale
quanto i libanesi sono uniti, al di là delle loro convinzioni.
La situazione umanitaria degli sfollati è catastrofica e allarmante. Le
famiglie hanno abbandonato tutto nella fuga. Il blocco marittimo, terrestre e
aereo, la distruzione dei ponti e delle strade di collegamento peggiorerà
progressivamente le possibilità di rifornimenti. Come pure la corsa dei
consumatori per assicurarsi dei viveri.
Le cliniche mobili della Caritas sono attive, con visite regolari nelle scuole e
nei centri di accoglienza per gli sfollati con problemi di salute, soprattutto
ai bambini e agli anziani.
Nei centri di accoglienza di Beirut la Caritas Libano assiste con beni di prima
necessità 25.855 persone, recensite a tutt’oggi. Non sono pervenuti i dati dalle
regioni del Sud. Con dei camion messi a disposizione dalle autorità abbiamo
inviato degli aiuti d’urgenza a Tiro, a Marjeyoun, a Bint Jbeile a Saida.
Queste sono le ultime notizie, speriamo di aver descritto sufficientemente la
situazione. Vi salutiamo fraternamente e chiediamo le vostre preghiere.
Joseph Farah
p. Louis Samaha
Segretario
generale Presidente di
Caritas Libano
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alla nostra iniziativa per il Medio Oriente, possono essere versate nelle sedi della Caritas
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