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Nei giorni 31 marzo e 1 aprile si è tenuto il quinto incontro del Coordinamento Medio Oriente Nord Africa e Asia Oceania, nell’ambito del quale si è dedicato uno spazio al programma maremoto con un approfondimento tematico sulle caste in India e un aggiornamento generale sui vari paesi, la presenza Caritas dall’Italia nei vari paesi. AGGIORNAMENTO DELLE ATTIVITA’ REALIZZATEA quattro mesi dal maremoto l’impegno della rete caritas nei paesi colpiti procede sul versante della riabilitazione. La fase della prima emergenza è ormai passata e i sopravvissuti dal terribile maremoto hanno bisogno, ora, dell’aiuto necessario per ricominciare le loro attività e ritrovare una normalità quotidiana perduta il 26 dicembre 2004. La ricostruzione delle abitazioni distrutte e dei molti edifici pubblici danneggiati è ancora ostacolata dalla grande difficoltà nell’individuare i terreni nei quali è possibile costruire. Infatti, il divieto imposto da tutti i governi di ricostruire prima di una certa distanza di sicurezza, che varia da luogo a luogo, rende impossibile ridare una casa a chi l’ha perduta. Attualmente l’impegno è concentrato sulla costruzione degli alloggi di transizione, delle strutture abitative provvisorie, prefabbricate, che garantiranno un adeguato riparo al monsone, ormai arrivato.
A seguito delle riunioni svolte dal team internazionale di esperti delle varie Caritas nazionali (Thai Solidarity Team), in febbraio, cui aveva partecipato Gianluca Ranzato per Caritas Italiana, era stato presentato un programma che cercava di incorporare ai progetti di emergenza, sia di tipo sanitario che di attenzione agli immigrati, un programma più a lungo periodo, principalmente su tre aree: microcredito, sviluppo per le donne, pace e riconciliazione. Questo programma affondava le sue radici su un più ampio obiettivo di rafforzamento delle organizzazioni locali a diversi livelli. Ad oggi tutte le attività proposte nella prima stesura del progetto sono state confermate dal Vescovo della diocesi di Surat Thani, S.E. Mons. Joseph Prathan Sridarusil, il quale si è dimostrato lieto di accogliere l’appoggio offerto da Caritas Italiana, anche attraverso l’invio di un operatore in loco, in affiancamento alla Caritas diocesana di Surat Thani. L’impegno sul campo di Caritas Italiana si concretizzerà dunque a partire dai primi di maggio, quando Anna Minuto, l’operatrice segnalata dalla Caritas Diocesana di Genova e selezionata nel mese di aprile da Caritas Italiana, partirà per la Thailandia, con base nella diocesi di Surat Thani, con un ruolo di coordinatore del programma paese per Caritas Italiana e in supporto alla Caritas diocesana locale anche a nome di Caritas Internationalis. La Caritas diocesana di Surat Thani, in difficoltà nel gestire una situazione così complessa, dovrà, con il supporto della rete Caritas adeguare la propria struttura alla gestione della risposta allo tsunami nonché impostare le strategie per il futuro. La programmazione attuale prevede una presenza di tre anni, per favorire un completo processo di crescita della Caritas locale e per accompagnare la popolazione colpita dallo tsunami lungo il complesso cammino della riabilitazione.
La situazione dell’Indonesia si presenta sempre più complessa, in seguito alle continue emergenze naturali che si susseguono ormai da quattro mesi. La terribile scossa tellurica del 26 dicembre 2004 è stata seguita da un’ininterrotta serie di ulteriori scosse, di cui la peggiore si è verificatali 28 marzo, che ha causato la morte di 700 persone e la devastazione sull’isola di Nias, diocesi di Sibolga. Proprio con la diocesi di Sibolga era nato un particolare rapporto di collaborazione da parte di Caritas Italiana, in seguito alla visita dei nostri operatori e della delegazione della caritas diocesana di Bolzano. Questa collaborazione, ancor più necessaria in seguito alla devastazione del terremoto del 28 marzo, si concretizzerà nel prossimo mese di maggio, con l'arrivo dell’operatrice selezionata da Caritas Italiana, proveniente dalla diocesi di Cagliari, Barbara Dettori. Il suo ruolo sarà quello di coordinatrice del programma paese, per conto di Caritas Italiana e di supporto ed affiancamento alla nascitura Caritas diocesane locale, della quale il coordinatore, padre Barnaba Wincler, è rimasto ferito sotto le macerie della sua abitazione, crollata con l’ultimo terremoto. Preoccupanti notizie giungono anche dai vulcani, che nell’Isola di Sumatra hanno ripreso la loro attività, costringendo alla fuga circa 25.000 persone. Proprio in risposta a questa infinita serie di bisogni, prosegue il programma di risposta all'emergenza e di ricostruzione della rete Caritas e dei suoi partners. Gli aiuti vengono erogati attraverso progetti specifici di sostegno alle vittime, così come di ricostruzione di infrastrutture, in tutte le zone del paese che sono state colpite. I progetti vengono portati avanti dalla rete Caritas, in collaborazione con la Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni. Il progetto più urgente, tuttora in corso a causa delle continue emergenze, ha previsto l’identificazione degli individui più vulnerabili fra i sopravvissuti e gli sfollati nelle province di Aceh e Sumatra del Nord, per la fornitura di servizi e beni di prima necessità. Un altro campo di intervento prioritario riguarda il trattamento degli effetti traumatici che questa situazione ha avuto sui sopravvissuti (disturbo da stress post-traumatico), soprattutto nella provincia di Aceh, già tormentata dal conflitto in corso. In particolare, all'interno di 18 campi di accoglienza sono state avviate delle attività ricreative rivolte alla popolazione adulta, supportate dalla massiccia distribuzione di volantini informativi con suggerimenti per gestire l'ansia e con tecniche di rilassamento. Queste attività si inseriscono in una prima fase di risposta immediata al trauma volta a incoraggiare il ripristino delle normali attività attraverso la socializzazione. Le fasi successive prevedono invece la formazione di operatori locali per continuare questo tipo di attività, che verosimilmente arriveranno a coinvolgere quasi 800 persone in 14 comunità. Da dicembre a marzo, sempre nella provincia di Aceh, sono stati distribuiti numerosi kit di sopravvivenza, sia alimentari che di tipo igienico-sanitario, oltre a materiali da campo come tende, zanzariere, pentole e stoviglie, soprattutto a beneficio degli sfollati. Sono state fornite sementi di vario tipo a 50 famiglie di contadini, mentre più del doppio delle famiglie ha beneficiato di materiali per la ricostruzione delle case. Nel settore sanitario si è intervenuto attraverso la donazione di equipaggiamento medico e la formazione di personale sanitario, fra cui 32 levatrici e 330 volontari. A Banda Aceh le cliniche hanno riaperto il 1° marzo, anche se i lavori di ristrutturazione non sono stati ancora ultimati. Non è stata trascurata neanche la ricostruzione di strutture di tipo sanitario, anzi, si può dire che, a causa della distruzione portata dal conflitto prima e dallo tsunami poi, si tratta di un bisogno primario e urgente nella provincia di Aceh. In particolare, si prevede per i prossimi mesi l'avvio dei lavori per la costruzione di due centri sanitari e di quattro cliniche con reparti di ostetricia. Anche in questo caso verrà curata la formazione del personale sanitario che lavorerà all'interno di queste strutture, che dovranno essere in grado di assistere 50.000 persone. Sempre per quanto riguarda le infrastrutture, a Pulau Aceh, un’isola che era stata completamente devastata dallo tsunami, sono state ricostruite scuole, cliniche, latrine, case, fogne, ecc. Si procederà presto alla ricostruzione o al restauro di 155 scuole nell'isola di Simeuleu (provincia di Aceh), la più colpita dal terremoto. L'obiettivo principale è quello di riportare alla normalità la vita dei bambini sopravvissuti. Di questa attività beneficerà in maniera indiretta anche la popolazione adulta, che verrà impiegata in parte come manodopera locale nella ricostruzione degli edifici scolastici in parte nei servizi all’interno delle scuole (anche il personale che lavorava negli edifici pubblici, con la distruzione delle strutture, ha visto svanire il proprio posto di lavoro). In diversi villaggi della stessa provincia, invece, è previsto l'inizio di un progetto di ricostruzione di diverse infrastrutture comunitarie (edifici pubblici), così come di abitazioni, di cui beneficeranno 1500 famiglie circa. Il progetto prevederà anche la formazione della manodopera, di modo che la ricostruzione includa attività di generazione del reddito. Progetti molto simili sono stati previsti in altre zone del paese, ad esempio nell'isola di Nias (diocesi di Sibolga), dove sono previste pure attività di sostegno per 80 donne cui verrà fornito il materiale necessario perché riprendano le loro attività di sartoria, e dove si sta lavorando sulla progettazione specifica dell’intervento post terremoto del 28 marzo.
Il team di Caritas Italiana, composto da tre operatori posizionati due a Colombo ed una a Jaffna, continua il suo lavoro di supporto alla Caritas locale ed al team di esperti internazionali, svolgendo anche l’importante ruolo di coordinamento dell’intervento di Caritas Italiana nel paese. L’impegno di Caritas Italiana si concentra soprattutto nelle tre aree di Jaffna, a nord del paese, Colombo e Chilaw, al centro sulla costa ovest. In queste regioni i nostri operatori stanno terminando la valutazione dei bisogni per l’impostazione dei piani riabilitativi integrati, che nella regione settentrionale di Jaffna prevedono in programma specifico di sostegno ai bambini vittime dello tsunami. Questa attività si integra, ovviamente, con il piano generale di interventi della rete Caritas, un ampio programma paese di aiuti d’urgenza e riabilitazione finanziato dalle varie Caritas nazionali e implementato dalla Caritas Sri Lanka con l’aiuto del team internazionale. Le attività previste da questo programma hanno coperto 6 regioni - Colombo, Meridionale (Galle,Matara,Hambantota), Ampara, Batticaloa, Trincomalee, Jaffna – con interventi che spaziano dal settore della ricostruzione abitativa, alloggi temporanei e abitazioni, potabilizzazione dell’acqua, fornitura beni alimentari e non, sostegno socio-economico, scolastico, psicologico post-traumatico, assunzione e sviluppo di capacità. ALLOGGI TEMPORANEI: Un primo intervento è stato quello relativo all’individuazione di alloggi temporanei per le vittime del maremoto. Complessivamente nelle 6 regioni dello Sri Lanka è stata pianificata la costruzione di 4.421 alloggi temporanei, dei quali ne sono stati ultimati 1.181. Sono stati previsti ed attuati anche interventi per l’impermeabilizzazione di alcune abitazioni, al fine di rendere il più confortevoli possibili queste case, le cui dimensioni possono variare da regione a regione. SETTORE ABITATIVO: Sono stati avviati gli interventi per la ricostruzione e la riabilitazione delle abitazioni parzialmente distrutte, e delle scuole danneggiate che sono servite come campi base. In questo ambito d’intervento viene talvolta anche compresa la creazione di strade di ghiaia attraverso i villaggi in ricostruzione. POTABILIZZAZIONE: È stata programmata la riparazione di latrine, pozzi e strutture per la fornitura d’acqua dopo aver effettuato degli accertamenti sullo stato dei danni che le strutture avevano subito, al fine di intervenire in primis su quelle zone con maggiori difficoltà nella fornitura d’acqua. SOSTEGNO SCOLASTICO: Il sostegno scolastico ha previsto interventi su larga scala, dalla costruzione di una scuola nel distretto di Galle, alla fornitura di equipaggiamento scolastico a 3136 bambini, incluse 2500 uniformi. SOSTEGNO PSICOSOCIALE: Sono state realizzate inoltre diverse iniziative psico-sociali, volte a mitigare gli effetti del disturbo da stress post-traumatico, molto diffuso fra i sopravvissuti, rivolte sia alla popolazione adulta che ai bambini. 1200 bambini, in particolare, hanno ricevuto matite e quaderni da disegno che hanno usato per esprimere le sensazioni e le emozioni suscitate in loro dallo tsunami. Molto spazio è stato dato infine alla formazione di 50 leader religiosi e insegnanti. In vista del rafforzamento delle attività di animazione sociale, squadre di animatori hanno visitato sia diverse famiglie coinvolte nel disastro che i parroci dell'area di Colombo, mentre è in corso la selezione e la formazione di altri animatori che lavoreranno in diversi altri distretti del paese, oltre che di diversi altri operatori locali. AIUTI IN GENERI DI PRIMA NECESSITA’, ALIMENTARI E NON: Il sostegno in "aiuti alimentari e non" ha previsto l'individuazione, nella regione del sud, di 2778 beneficiari che hanno complessivamente ricevuto migliaia di stuoie, contenitori per l'acqua, stoviglie, cucine a cherosene, vestiario e macchine da cucire. In due campi nel distretto nord-est vengono invece distribuiti due pasti a settimana a base di verdure e pollo. Nella regione di Ampara sono state fornite 150 lampade per l'illuminazione stradale di tre villaggi. A Batticaloa saranno invece distribuiti 500 kit per la casa che comprendono: tavoli, sedie, piatti e scarpe per i bambini in età scolare. SOSTEGNO SOCIO ECONOMICO: Per il sostegno socio economico della popolazione del distretto di Colombo sono state distribuite reti da pesca per 9 pescatori e saranno costituite delle nuove associazioni di pescatori in due nuove parrocchie. 51 sarti hanno guadagnato 471,100 Rs, incluso il valore della macchina da cucire, dal progetto cash for work (retribuzione per il lavoro), mentre altri 22 sarti hanno ricevuto nuove macchine da cucire. Sono state retribuite complessivamente 880 ore lavorative per l'attuazione di lavori di costruzione, livellamento del terreno, pulizie e demolizione di case gravemente danneggiate. Anche in Sri Lanka si dovrà aspettare che il governo chiarisca dove è possibile ricostruire, prima di poter ridare una vera abitazione a chi l’ha perduta
Nell’ultima settimana di marzo una delegazione di Caritas Italiana, composta dal direttore e il responsabile di Area Internazionale, ha visitato l’arcipelago delle Maldive per stabilire dei contatti di collaborazione con le autorità locali. In questo paese, completamente mussulmano, non è presente una Chiesa locale né altra presenza cattolica, per questo è stato necessario costruire una collaborazione a livello istituzionale. Grazie agli ottimi risultati ottenuti con la missione, a breve saranno definite le linee di intervento per sviluppare una presenza sul campo, come organismo non governativo internazionale – Caritas Internationalis - per portare aiuto alla popolazione colpita dal maremoto (vale la pena ricordare che le Maldive, una repubblica di meno di trecentomila abitanti, sono il paese che proporzionalmente ha subito i maggiori danni dal maremoto), in stretta collaborazione con le autorità civili Maldiviane ed Italiane. Si sta anche predisponendo l’invio di quegli aiuti (in particolare acqua, potabilizzatori, giocattoli ecc.) resi disponibili da diverse realtà italiane immediatamente dopo il 26 dicembre.
Sono stati presi i primi contatti con Caritas Myanmar e dei religiosi presenti nel paese, per cercare di portare l’intervento della Caritas Italiana anche in questo stato del sud est asiatico, dove il regime militare presente non ha lasciato filtrare molte notizie sulla reale situazione dopo il maremoto. L’obiettivo è comunque quello di collaborare con queste realtà presenti nel paese, attraverso dei progetti da loro presentati e realizzati, per il bene della popolazione colpita dal maremoto. Probabile una missione di Caritas Italiana in estate.
I rapporti forniti dal nostro operatore in India, Lorenzo Meneghini membro del team di Caritas Internationalis con l’incarico di monitorare lo sviluppo del programma di aiuto, ci permettono di dare un aggiornamento sulla situazione degli interventi per l’emergenza e la riabilitazione nelle aree colpite dal maremoto. Le attività di soccorso iniziate il 26 dicembre sono ormai sempre più sistematizzate, nonostante una parte degli attori precedentemente presenti sul terreno stia scomparendo. Al contrario i partner destinati alla ricostruzione stanno mettendo in atto i programmi previsti dal piano di intervento, creando un sistema sempre più preciso di competenze e attività pianificate. Pur non essendo ancora usciti dalla situazione di emergenza, si cerca di ritornare alla normalità; ne sono prova la chiusura di molti campi d’accoglienza e lo spostamento di parte della popolazione colpita verso alloggi di tipo temporaneo. Andamane e NicobareQuesto arcipelago, a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto del 26 dicembre, è stato letteralmente sconvolto dal maremoto, con intere isole scomparse a causa dell’abbassamento subito sul livello del mare. La devastazione coinvolge tutti i settori, dalle infrastrutture alle abitazioni alle attività agricole. Caritas India è stata coinvolta dal Governatore, insieme al Primo Ministro e al Ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, sulla discussione su come gestire gli effetti del disastro, sulle nuove iniziative da intraprendere per la riabilitazione e sulla possibilità di collaborare per stabilire una partnership tra governo e organizzazioni non governative. Insieme al Governo e al Sant John’s Medical College si è proceduto alla predisposizione di alcune aree di intervento: “Progetto per la Raccolta dell’Acqua Piovana” per sopperire alla carenza idrica che colpisce tutto l’arcipelago, “Progetto Pilota per la costruzione di un Centro Rurale di Formazione” e predisposizione sulle isole di vari servizi pubblici. La costituzione di campi base nell’area di Port Blair, Hut Bay, Katchal Island, e la costruzione di circa 1.000 alloggi provvisori nell’area di Campbell Bay rappresentano il cuore degli interventi attuati in questo arcipelago. Importante sottolineare la finalità con cui si agisce: le nuove Isole di Andamane e Nicobare saranno costruite, infatti, dalla popolazione, saranno per la popolazione e della popolazione. La collaborazione delle ONG e delle altre realtà avrà soprattutto il fine di dare alle famiglie e alle comunità una forte fiducia in loro stesse e nelle loro capacità, affinché una nuova normalità di vita possa essere riottenuta con rapidità, ma anche con le prospettive di una stabile e sostenibile qualità della vita. Andra PradeshLo staff dell’Ufficio regionale di Caritas India ha visitato le 5 diocesi costiere (Visakapatnam, Guntur, Eluru, Vijayawada e Nellore) e ha realizzato una stima delle necessità delle popolazioni e aiutato le diocesi stesse nella preparazione delle proposte d’aiuto. Sono stati stanziati fondi immediati per la distribuzione dei beni d’emergenza come riso, olio da cucina, legumi, coperte e utensili nelle Diocesi costiere di Visakhpatnam, Eluru, Vijayawada, Nellore, Guntur, Srikakulam; sono state raggiunte 19.217 famiglie e coperti 126 villaggi. Caritas India, col supporto della rete Caritas, sta pianificando di procedere nel programma di ricostruzione per le vittime dello Tsunami in due fasi. La prima fase del piano di riabilitazione socio-economica, già approvata, si propone di riavviare le attività dei pescatori che vivono in 85 villaggi lungo la fascia costiera, con la proposta dei partner di sostituire 10.477 reti da pesca, riparare 2.332 barche da pesca e il reclamo di 597 panieri di sale. Contemporaneamente saranno allestiti gli alloggi temporanei per le famiglie che hanno perso la casa. La metodologia prediletta è quella di un approccio partecipativo e condiviso con la popolazione, favorito dalla creazione di Organizzazioni Villaggio/Comitati Villaggio che permettano di canalizzare gli input e ne controllino il corretto utilizzo. Nel frattempo si chiariranno gli aspetti legati all’inizio della seconda fase, quella della ricostruzione, che rimane ancora in sospeso in attesa dei chiarimenti da parte del governo, centrale e locale, relativi soprattutto, alla definizione delle aree nelle quali sarà possibile ricostruire. KeralaLa Caritas ha iniziato le operazioni di soccorso nelle aree colpite, attraverso le Caritas Diocesane – DSSS (Diocesan Social Service Society). I fondi allocati nel complessivo alle Caritas Diocesane del Kerala ammontano a $ 8.945.425 In diverse località sono stati organizzati campi medici periodici, per favorire un controllo sanitario e il mantenimento di standard minimi di igiene. Consulti, consigli e medicinali sono offerti gratuitamente all’interno dei campi. Inoltre le organizzazioni socio-culturali presenti sul territorio hanno supportato il lavoro delle DSSS. Va sottolineato che la Caritas Diocesana di Quilon gestisce due campi d’accoglienza e la Caritas Diocesana di Malankara ne gestisce quattro, con l’avvio di numerose attività come: approvvigionamento di cibo, consulenze ai membri del campo, consulenze psicologiche per il trauma, organizzazione funzioni inter-religiose, occasioni di ricreazione, librerie itineranti. Dove possibile è stato favorito un programma Cash for Work (retribuzione per lavoro), specialmente pulitura pozzi e stagni, pulitura delle località dalle macerie, costruzione di latrine. Sono state procurate specifiche quantità di cibo, materiali, vestiti e utensili in differenti località. Personale qualificato, nominato dalle organizzazioni partner, è stato messo a disposizione per l’affiancamento e i consulti psicologico post-trauma; qualora necessario le persone sono state accompagnate a centri di consulenza specializzati. Nella distribuzione degli aiuti sono stati attivamente coinvolti i gruppi di persone e i leaders locali; il coordinamento delle istituzioni ha costituito un aspetto centrale anche nel programma di riabilitazione delle strutture abitative. Il ruolo del governo locale nel quadro della ricostruzione è ben delineato: fornire le specifiche per le abitazioni (35 mq) senza però fare accenno ai materiali, fornirà acqua, luce e gas e stabilirà i terreni sui quali sarà permessa la ricostruzione. Tamil NaduIl 25 e 26 Febbraio si è svolto l’incontro per la Pianificazione delle Diocesi nello stato del Tamil-Nadu, con il preciso scopo di pianificare e discutere un programma complessivo per la riabilitazione della popolazione colpita dal maremoto. A questo scopo erano presenti anche degli specialisti nelle attività della pesca, della formazione e della ricostruzione oltre a tutti i responsabili e collaboratori di Caritas India e delle DSSS (Caritas diocesane) e tutte le rappresentanze delle associazioni e agenzie che si sono recate sul luogo per far fronte ai bisogni delle vittime. Centrali sono state le presentazioni fornite da ogni Direttore delle aree colpite dallo tsunami, su: - perdite causate dal maremoto - rilevazioni fatte dai Direttori del DSSS nei tre mesi precedenti, relative ai lavori di riabilitazione realizzati fino a quel momento - progetti per continuare in piena attività i lavori di riabilitazione per restituire una normale condizione di vita alle vittime - le necessità di migliorare la qualità della vita delle persone che sono state colpite in maniera grave, sia mentalmente, fisicamente che economicamente - la necessità di un buon livello di assistenza (counseling), supportato dalla fornitura di mezzi per l’avvio di attività di base (barche, reti e alloggi). - i programmi di formazione professionale per chi non ha attitudine alla pesca - a necessità di desalinizzare i terreni degli agricoltori - il sostegno ai settori più delicati della popolazione colpita: vedove, orfani o minori più soggetti a rischio. Caritas India ha richiesto ai loro partner di preparare un progetto con budget per i prossimi tre anni. Relativamente alla questione degli alloggi temporanei, sulla base della relazione presentata dal responsabile della ricostruzione, è stato deciso che gli alloggi rientrano come parte dell’intero programma, che è necessario il coinvolgimento delle comunità locali e che è fondamentale il rispetto delle nuove norme governative sulla ricostruzione. Sono state anche poste le basi per le questioni della proprietà degli alloggi, dell’ambiente, delle condizioni sanitarie e igieniche, la qualità dei materiali da costruzione … Gli interventi in questo ambito procedono più lentamente a causa dell’assenza di una chiara politica nel settore per lo stato del Tamil-Nadu, mentre nel vicino stato del Kerala la legislazione sta facilitando la ricostruzione. Il focus del programma di sostegno socio-economico, nei prossimi mesi, sarà il “Denaro per Lavoro” (Cash for Work), programmi di ricostruzione socio-economica e formazione psico-sociale. Caritas India ha ingaggiato specialisti nel settore della pesca e del suo indotto per poter affrontare la questione. A partire dal mese di Maggio sarà presente nello stato del Tamil-Nadu come nostra operatrice, Eleonora Albanese, che andrà ad inserirsi nella Diocesi di Tuticorin in affiancamento alla Caritas Diocesana locale, con la volontà di facilitare il coordinamento tra il Network di Caritas Internationalis, Caritas Italiana e le Diocesi italiane.
Le offerte alle nostra iniziativa per il maremoto in Asia, possono essere versate nelle sedi della Caritas Venezia, dal sito, oppure presso: Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia, Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662 Ricordarsi di specificare la causale del versamento: MAREMOTO ASIA. |
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