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MAREMOTO OCEANO INDIANO: IMPEGNO A LUNGO TERMINELa rete Caritas è attiva in tutti i Paesi colpiti, con l’apporto sul campo di due operatori di Caritas Italiana: uno prosegue la permanenza in Sri Lanka, l’altro è rientrato dall’India e si prepara a ripartire.
Thotamuna, una delle aree più colpite di Matara, Sri Lanka meridionale. Fra le vittime - ci dice Francesco Paletti in Sri Lanka per conto di Caritas Italiana - anche suor Bernadette Koolmeyer, rapita dall’onda maledetta, assieme ad altri fedeli riuniti nella chiesa di Nostra Signora di Matara per celebrare l’Eucarestia domenicale. La parrocchia accoglie ora uno dei delegati del team internazionale della Caritas ed è pronta ad ospitare un ufficio decentrato del SED, la Caritas diocesana di Galle, che avvierà in primo luogo la ricostruzione: a Thotamuna sono 177 le case completamente distrutte e altre trecento gravemente danneggiate. Da Habaraduwa, quartiere litoraneo di Galle (capoluogo della Provincia Meridionale), partirà il piano di ricostruzione promosso dalla rete Caritas per il Sud del paese, che coinvolgerà circa tremila abitazioni. Un’impresa non semplice. Da un lato c’è chi, soprattutto i pescatori, rivuole subito la sua casa sulle rive dell’Oceano. Dall’altro c’è chi non vuole più restare perché ha paura. Fino a dicembre 2006, il piano messo a punto dalla rete Caritas riguarda 38.000 famiglie (in tre macro regioni: Jaffna-Vanni a nord, Batticaloa- Trincomalee a est, Galle-Colombo a sud) e il rafforzamento dello staff locale per un totale di 124 milioni di euro. Anche se lo sforzo dei 400 operatori della Caritas nazionale e delle 13 Caritas diocesane, sostenuti dalla rete internazionale della Caritas, è già orientato alla ricostruzione, non vengono trascurate situazioni di urgenza. Nonostante continuino ad arrivare tende, tremila distribuite solo nella scorsa settimana dalla Caritas, in molti campi la situazione è ancora critica, come a Kattankudy est, nella diocesi di Batticaloa, dove, nella tendopoli allestita intorno alla Zahira Handicap School, vivono 91 famiglie con solo 15 tende. Un altro dei problemi più urgenti riguarda la ripresa delle attività scolastiche. La rete Caritas sta provvedendo alla fornitura di materiale scolastico per i bambini: un primo kit completo di divise, zaini, libri e quaderni è stato distribuito a più di 7.500 bambini delle province meridionali. Questa iniziativa ha dato, oltretutto, lavoro immediato a più di settanta donne che hanno cucito le divise. Oltre ad un contributo per il lavoro svolto, hanno ricevuto in dono la macchina per cucire, che potranno utilizzare per iniziare una piccola attività imprenditoriale. Un’ulteriore priorità sono le almeno 15.000 donne incinte, sopravvissute al maremoto. Per loro la Caritas sta elaborando uno specifico programma di sostegno, sia dal punto di vista sanitario, sia psicologico, sia sociale, poiché molte di loro sono rimaste vedove e non sono in condizione di mantenersi autonomamente. In India la Caritas conta su migliaia di volontari locali e prevede di fornire aiuti a 172.500 persone nella zona di Tamil Nadu-Pondicherry, e 50.000 persone in Andhra Pradesh, Kerala, nell’arcipelago delle Isole Andaman e Nicobar, con un programma complessivo di interventi per oltre 60 milioni di euro, fino a giugno 2007. Terry Dutto, l’operatore di Caritas Italiana appena rientrato dal Tamil Nadu, sottolinea come uno degli interventi prioritari sia quello di fornire nuovi strumenti di lavoro per il sostentamento delle 100.000 famiglie di pescatori rimaste senza risorse. La settimana prossima Dutto partirà di nuovo per l’India. Poi si recherà anche in Indonesia per mettere a punto progetti specifici sempre nel quadro del piano globale di intervento Caritas in quell’area, che prevede un impegno fino a dicembre 2009 per un totale di circa 14 milioni di euro e si concentra a nord, a Sumatra e nella provincia di Aceh. In Thailandia il programma di aiuti della chiesa prevede un impegno di oltre 3 milioni di euro, per un programma di riabilitazione di lungo periodo che punterà sulla ricostruzione di 200 case, la fornitura di attrezzature ai pescatori, la costruzione di una nuova scuola, assistenza medica e aiuto d’urgenza nella diocesi di Surat Thani e l’allestimento di tre cimiteri per le vittime dello tsunami ancora senza nome.
Le offerte alle nostra iniziativa per il maremoto in Asia, possono essere versate nelle sedi della Caritas Venezia, oppure presso: Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia, Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662 Ricordarsi di specificare la causale del versamento: MAREMOTO ASIA. |
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