CARITAS VENEZIANA

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Precedente Su Successiva28/07/2006

 

                                     

CARITAS LIBANO

(Aggiornamento del 28 luglio 2006)

 

Al tredicesimo giorno dall’inizio delle ostilità, il Libano riceve la visita di personalità ufficiali degli Stati Uniti. La speranza punta da qualche parte, un orizzonte lontano, ma ahimè, è la grande delusione. Un cessate il fuoco fortemente atteso non viene ottenuto e nessuna soluzione globale è confermata. Tutte le iniziative non fanno che aggravare la situazione e le speranze dei libanesi sono infrante. Il bombardamento a tappeto delle regioni, soprattutto nel sud del Libano e a Beirut, si intensifica.

Le località della periferia a sud di Beirut continuano ad essere colpite dalle granate a frammentazione israeliane; l’uso di questo genere di munizioni è contro le norme internazionali di guerra. Lo stato ebraico ha minacciato di voler distruggere 10 immobili in questa regione per ogni razzo che si abbatte sul nord di Israele.

La situazione in Libano sta diventando sempre più drammatica e insopportabile.

A livello umanitario

-         Secondo l’Unicef il numero di sfollati ha raggiunto le 700.000 persone di cui il 50% sono bambini. Questi rifugiati sono esposti al rischio di malattie contagiose dato il loro spostamento in massa; sono ammucchiati nelle aule scolastiche non attrezzate per accogliere questo grande numero di persone. Ci sono rischi di infezioni respiratorie, malattie della pelle che aumentano di giorno in giorno.

-         Le operazioni di evacuazione degli stranieri proseguono.

-         Secondo alcune fonti dell’UNICEF, l’80% della popolazione del Libano del sud e della periferia sud di Beirut ha abbandonato le loro regioni.

-         Sempre da fonti UNICEF, oltre 110.000 rifugiati, di cui il 50% bambini, si trovano in situazioni molto precarie.

-         Il blocco si intensifica nelle località del Libano del sud. Dall’inizio della guerra il villaggio frontaliero di Rmeich che accoglie più di 35.000 persone resta inaccessibile ai soccorsi.

-         Non ci sono ancora informazioni precise riguardo al corridoio umanitario. Tuttavia, Caritas Libano è fiduciosa che potrebbe essere aperto entro 24 ore e dovrebbe essere l’ONU a gestirlo. Caritas Libano sta preparando una lista di aiuti d’urgenza (viveri, medicine, …) che dovranno essere spediti dall’Europa e da altri paesi in Libano.

-         Bilancio delle vittime:

Totale: 394 morti e più di 1.100 feriti di cui il 30% bambini (cifre riportate dall’UNICEF). Inoltre 6 soccorritori della Croce Rossa Libanese sono rimasti feriti a seguito di un bombardamento che ha preso di mira la loro ambulanza in corso di missione. Anche 4 osservatori dell’ONU sono stati uccisi dai raid israeliani. 

-         Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha ufficialmente annunciato il suo fallimento nell’invio di camion con aiuti umanitari d’urgenza alla città di Rmeich. I tentativi con l’Esercito Israeliano non hanno portato ad ottenere il permesso per lasciar transitare i camion.

Al momento, mentre è proibito l’invio di viveri ai libanesi, al contrario, è permessa l’evacuazione degli stranieri. 

 

A livello economico

-         A seguito di una visita sul posto, Jan Egeland, incaricato dell’ONU, ha lanciato un appello alla Comunità Internazionale per raccogliere 150 milioni di dollari.

-         In un rapporto l’ONU dichiara che i colpi militari hanno recato numerosi danni alle zone residenziali e alle infrastrutture.

-         I prodotti alimentari di base si stanno esaurendo. Manca il carburante. Le regioni stanno anche affrontando una carenza di medicine.

 

Azione della Caritas

-         Le Strutture Regionali e i Centri di Caritas Libano restano mobilitati con il loro personale e i volontari per aiutare gli sfollati. Coordinano la loro azione con le altre ONG che operano sul posto, in particolare la Croce Rossa, le municipalità locali e i Ministeri interessati.

-         Fino ad oggi le persone aiutate dalla Caritas attraverso le Strutture Regionali sono 75.438.

-         Le attività ricreative per i bambini proseguono in tutti i Centri visto il gran numero di bambini traumatizzati.

-        L’impegno degli operatori di Caritas Libano attivi sul terreno è esemplare. Nonostante le difficoltà, il loro slancio e l’amore per aiutare gli altri supera ogni norma. Un’assistente sociale, originaria della regione di Ain Ebel si è trovata, per caso, a Beirut. Data la situazione di bisogno, ha ritenuto di rimanere a Beirut per partecipare alle attività di soccorso nonostante la sua famiglia è in pericolo a Ain Ebel e che due dei suoi zii sono stati feriti.

-         Gli assistenti sociali di Caritas Libano hanno riferito che alcune famiglie si sono riparate nei pollai.

-         Gli operatori di Caritas Libano tentano con tutti i mezzi di aiutare gli sfollati a superare questa terribile prova. Alcuni di loro incoraggiano gli uomini a coltivare un pezzetto di terra vicino al loro alloggio e questo è riuscito! A Deir el Ahmar, nella Bekaa del nord, ad alcuni sfollati è stato chiesto di lavorare nelle coltivazioni di tabacco rimpiazzando gli operai siriani rimpatriati.

-         Caritas Cipro sta collaborando con il Centro Migranti di Caritas Libano per l’assistenza ai circa 40.000 profughi che sono a Cipro. Di questi, 36.000 hanno già lasciato Larnaca per i loro paesi di provenienza.

 

Il Libano è un modello di democrazia nel Medio Oriente, e non solo. Caritas Libano chiede alle Caritas del network di continuare ed incrementare le iniziative di advocacy presso i propri governi affinché si adoperino per fermare questa guerra.  

Caritas Libano conta sul sostegno di tutti i suoi partners per superare questo tragico periodo e per continuare la sua azione a favore dei libanesi che soffrono.

 



Le offerte alla nostra iniziativa per il Medio Oriente, possono essere versate nelle sedi della Caritas Venezia, oppure presso:

Conto corrente postale 16095309 intestato a Caritas Veneziana Santa Croce 495/a 30135 Venezia,

Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662

Ricordarsi di specificare la causale del versamento: Medio Oriente.