La mattina del 6 Aprile una
forte scossa sismica ha colpito la terra d’Abruzzo ed in
particolare la provincia dell’Aquila. In pochi secondi il
paesaggio è stato sconvolto: vite umane stroncate, paesi
interi rasi al suolo e migliaia di persone senza alloggio e
con la perdita dei beni più cari.
Subito si sono attivati gli
organi competenti: Protezione Civile – Vigili del Fuoco –
Croce Rossa – Esercito con le diverse competenze. Ma anche
volontari e soprattutto la solidarietà da parte di singoli
cittadini ha fatto proprio il grido di dolore che saliva
dalle terre colpite dal terremoto.
La nostra Chiesa di Venezia
ha espresso subito la propria vicinanza alle popolazione
colpite da questo dramma attraverso le parole del Patriarca,
card. Angelo Scola, che ha invitato tutti alla preghiera e
ha avviato una raccolta di fondi per iniziative di sostegno
e solidarietà, attraverso la Caritas Diocesana.
La missione della Caritas
non è certo quella di “protezione civile”, ma quella di
costruire prossimità con le persone, condividendo con loro
un tratto di strada, aiutandole a sentirsi meno fragili e
soprattutto non sole. Per questo, allo stato attuale, la
Caritas promuove solo raccolta di fondi che verranno
utilizzati, in una fase successiva, per costruire centri di
comunità, presenza stabile di personale e volontari, dei
segni visibili di ricostruzione per aiutare a guardare il
futuro con speranza. L’impegno sarà quello di stare accanto
a queste popolazioni oltre all’emergenza, nello spirito dei
gemellaggi che creano vincoli di amicizia e solidarietà.
Solo successivamente, dopo
una ricognizione in loco e attraverso il coordinamento di
Caritas Italiana e della Delegazione del Triveneto, si
comunicherà l’eventuale richiesta di beni mirati per
rispondere ai reali bisogni delle popolazioni.