CARITAS VENEZIANA

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CARITAS  VENEZIANA

  Italiano  English

 

PROGETTO IN THAILANDIA
A FAVORE  DEI BAMBINI:
COLPITI DALLO TSUNAMI - MAREMOTO
DALLE MALATTIE E DALL’ABBANDONO

 

 

Venezia, 19 agosto 2005

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO 

 

Ente realizzatore:      Caritas Veneziana 

  Sede di riferimento
Via Querini, 19/A
30174 Mestre, Venezia
Tel. 041 97 58 57
Fax. 041. 98 90 89
Sede legale:
Santa Croce, 495/a
30124 Venezia
Tel 041/5289888
Fax 041/5205933
 

Indirizzi di posta elettronica: info@caritasveneziana.it

Offerte: C/c/p n. 16055309 con causale «Casa per gli angeli», Conto corrente presso BANCA PROSSIMA intestato a DIOCESI “PATRIARCATO DI VENEZIA” – CARITAS VENEZIANA - IBAN IT 12 H 03359 01600 100000006662 con causale «Casa per gli angeli».
 

Denominazione del progetto: House for Angels (Una casa per gli angeli) 
Localizzazione:  Dintorni di Bangkok – Thailandia
 Provincia di Krabi-Thialandia
Soggetti:

Caritas Veneziana – Istituto Missionario delle Saveriane – Missionari PIME – Diocesi di Bangkok – Diocesi di Sura – Thani

   

        Durata: 5 anni           Data inizio: 01 Febbraio 2005      Termine previsto: 01 Febbraio 2010

 

Il contesto:
Il maremoto del 26 Dicembre 2004 ha lasciato al sud della Thialandia con un numero di vittime pari a più di 5000 persone.
Di queste moltissimi sono bambini, altri sono orfani, altri ancora hanno subito mutilazioni gravissime  e invalidanti. 
Dalla periferia di Bangkok dove operano da più di 30 anni i missionari del PIME e, negli ultimi anni, le Suore Saveriane una task-force di 15 operatori della missione del PIME si alterna ogni quindici giorni per portare gli aiuti nella provincia di Krabi, così come ha chiesto loro lo stesso vescovo di Sura-Thani, nel sud della Thailandia, dove il maremoto ha colpito.
I collaboratori, coordinati da Suor Angela Bertelli e Padre Adriano Pelosin, si occupano di dare assistenza agli orfani, occupandosi in particolar modo dei bambini rimasti invalidi. Molti di questi soffrono di disturbo post-traumatico da stress i cui effetti sono i più vari: depressione che spesso conduce al suicidio, afasia, aprassia, fobie, ansia generalizzata.
Da un’ analisi del contesto e della situazione è emersa l’urgente necessità di accogliere questi bambini in centri specializzati che possano dare loro i primi soccorsi ma anche cure di terapeutiche e di riabilitazione.
Ma la situazione dei bambini è ben più complessa e non da ora. Per questo sono stati individuati due progetti che possono dare un apporto ai bisogni strutturali e all’emergenza tsunami.

I progetti 

A.     Casa per gli angeli 

E’ stata individuata la possibilità di costruire un centro polifunzionale nella periferia di Bangkok che possa accogliere i bambini i poveri degli slums di Bangkok che necessitano soprattutto di riabilitazione.
La periferia di Bangkok si compone infatti di diversi slums, baraccopoli in cui vivono i poveri della città spesso in condizioni di forte miseria. Teuk Deng, Bangsu, Soi Mitpracha, Pak Kret, Under the Bridge Praram Hok, Thin Saphan Nuangchawee, Ban Rim Klong- Soi Santisuk, Pak Kret, Wat chong Lom,Soi Kok chek Mit Pracha  Soi Chok chek, tutti quartieri in cui risiedono circa 200 bambini disabili. Padre Adriano Pelosin, con l’aiuto di Suor Angela Bertelli, infermiera e fisioterapista, Somcit, educatrice professionale, ora maestra in pensione, e altre due ragazze “Thai” che studiano psicologia, si occupano di loro visitandoli di casa in casa e prestando le cure necessarie, accompagnandoli nei diversi ospedali e pagando loro per l’assistenza quando la situazione si aggrava.
A questa gente manca soprattutto l’informazione, la cultura necessaria per saper come disporre delle risorse socio-sanitario che il governo Tailandese dà alla cittadinanza. 

Il centro dunque fungerebbe da luogo di: 

  •   Informazione.

  •  coordinamento dei progetti.

  •  primo soccorso.

  •  riabilitazione.

  •  counseling

             Le finalità e lo spirito della “Casa per gli angeli” 

Il centro polifunzionale, “Casa per gli angeli”, sarà intestato alla Diocesi di Bangkok e le animatrice della Casa, accanto a suor Angela Benetelli dell’Istituto Missionario delle Saveriane saranno professioniste “Thai”.
Lo spirito e le finalità della Casa e del servizio sarebbero le seguenti:
1.         Evangelizzazione e testimonianza della Carità di Cristo attraverso l’accoglienza – aiuto a bambini disabili e orfani  e sostegno  alle loro famiglie provenienti dagli strati sociali più poveri (slums) in ambiente per la maggioranza buddista dove  questo Vangelo non è ancora conosciuto. La solida base da cui parte e si mantiene l’intento è la preghiera perchè questa è e rimanga opera di Dio e noi suoi servitori.
2.         La Casa, prevedendo la convivenza di bambini disabili e non, vuole favorire l’interazione, l’amicizia e perciò stimolare il più possibile la crescita e lo sviluppo psicomotorio dei bimbi disabili come in una famiglia naturale, oltre ad offrire il servizio specifico di fisioterapia.     
3.         In particolare: per i bimbi disabili la Casa potrà offrire a seconda dei casi:
-         residenza stabile, prolungata fino ad inserimento in case-famiglia adeguate per chi è anche orfano  e/o abbandonato
-         residenza temporanea e ripetuta  (es. 1-2 sett. per 2-3 volte l’anno) durante cui il genitore o chi per lui rimane col bambino per imparare tecniche basilari utili per facilitare la vita quotidiana di entrambi e ricevere supporto e incoraggiamento.
4.                  La Casa servirebbe da tramite per ottenere strumenti / equipment adeguati per stimolare il progresso funzionale (walkers, tricicli, parallele, sedie speciali, etc.), intellettuale (giochi educativi) e relazionale (comunicazione a parole o segni).
5.                  La Casa farà tutto il possibile per continuare ad alimentare il contatto coi genitori dei bambini per un eventuale reinserimento in famiglia quando possibile ed opportuno. A questo scopo si valuterà la necessità e l’entità di un sostegno materiale/economico oltre che morale alla famiglia altrimenti costretta ad affidare il loro bambono/a ad altri.
6.                  La Casa non intende sostituirsi a strutture pubbliche; anzi, intende avvalersi del loro servizio e cooperazione in campo educativo (scuole), sanitario (ospedali) e di assistenza sociale (tesserini sanitario e per disabili) attraverso i canali previsti a tale scopo dal Governo Tailandese.
7.                  La Casa si propone di offrire un training basilare ed efficace sia agli operatori che ai genitori/ responsabili dei bambini per facilitare la cura quotidiana favorendo al tempo stesso lo sviluppo fisico, psicologico e l’inserimento sociale dei piccoli creando per loro e vivendo con loro in un ambiente familiare, accogliente, affettuoso e caritatevole, come Gesù vorrà renderci capaci di realizzare per Sua Grazia e secondo i Suoi desideri e perchè Lui sia riconosciuto anche attraverso questa Sua Opera.
8.                  La “Casa per gli angeli” non avrà nessun scopo di lucro e in ognuna delle attività svolte ci si affida alla Divina Provvidenza  (attraverso la Caritas Veneziana per l’inizio e i primi anni dell’opera) e il futuro sostentamento della Casa. Si curerà perciò in modo particolare  l’educazione di bambini e operatori alla riconoscenza al Signore per i Suoi Doni e all’uso dei beni con discrezione, cura, e rispetto per tutti. Nello spirito della Provvidenza si promuoveranno iniziative di “accompagnamento a distanza”. 

Il programma: 

  •  Individuazione i diversi soggetti coinvolti a livello di personale: (infermieri, fisioterapisti, medici, psicologi, educatori e assistenti sociali disposti a lavorare volontariamente nel centro).

  •  Formazione degli stessi operatori.

  •  Inizio dei lavori di costruzione

  •  Formazione degli stessi operatori

  •  Diffusione capillare dell’informazione nella città di Bangkok

  •  Apertura della Casa 

Successivamente all’apertura della Casa, dopo aver assistito l’utenza nelle fasi di emergenza, per quanto riguarda i bambini orfani di padre e di madre si provvederà all’inserimento degli stessi nelle case famiglia già gestite dal PIME attraverso Padre Adriano (Responsabile per gli aspetti amministrativi), Pasomcit (Responsabile per gli aspetti sociali), case famiglia che vivono del sostegno dei “genitori a distanza” che assicurano un costante appoggio al progetto e ne garantiscono la continuità. 

  1. Gli interventi per la Diocesi di Sura-Thani nella provincia di Krabi.

L’obiettivo da perseguire per le popolazioni colpite dallo tsunami è quello di individuare l’ambito ed il target di popolazione alla quale prestare la propria attenzione. Proprio per la specificità dell’intervento esistente in Bangkik si pensa di continuare a volgere la propria attenzione sui bambini: traumatizzati, orfani, con problemi motori anche precedenti o di handicaps. Sarà importante accordare l’intervento con il Vescovo del luogo e accordarci con eventuali altre realtà operanti in loco.
La scansione operativa potrà indicativamente avere questi obiettivi:

  •  Definizione dei soggetti e la loro collocazione (in famiglia, dai parenti, presso centri di raccolta, ecc.);

  •  Promuovere sostegno economico (attraverso l’accompagnamento a distanza) per garantire la continuità scolastica, lì dove necessario le cure sanitarie da compiersi in loco o presso la capitale quando c’è l’assenza di strutture adeguate;

  •  Formare operatori professionali presso la “Casa per gli angeli” per rispondere in modo adeguato alle necessità in loco e al proseguio del progetto stesso, per aiutare le famiglie dirette o allargate ad accudire in modo adeguato i bambini, specialmente i traumatizzati, gli orfani e i portatori di handicaps;

  •  Individuare se possibile, uno spazio comune di aggregazione per momenti formativi in loco, di festa tra bambini e anche per le loro famiglie originarie, o nuove o allargate. 

I beneficiari: 

Diretti: i bambini colpiti dal maremoto e con handicaps con aiuti in loco attraverso persone preparate o con ricoveri periodi e temporanei presso la Casa e, per chi ha famiglia, anche con la presenza di familiari; bambini delle baraccopoli di Bangkok e i loro familiari. 

Indiretti: il personale “Thai”, che sarà occupato nell’iniziativa sarà coordinato e supervisionato dalla Suora dell’Istituto Missionario delle Saveriane. Si integrerebbe così la Rete dei Servizi Socio-sanitari Tailandese che potrebbe raggiungere quelle fasce di popolazioni altrimenti non raggiungibili per la mancanza di collegamento a livello di comunicazione, e la rete socio-sanitaria di Krabi. 

Obiettivi e risultati attesi

 Obiettivi generali:

  • Intervenire nel post maremoto nella città di Krabi cercando di costruire un lavoro di rete con i servizi locali.

  • Intervenire nella realtà di Bangkok dove il collegamento con le istituzioni locali è conosciuto e consolidato da anni
  • Dare un futuro possibile ai bambini orfani e diversamente abili lontano dai pericoli della pedofilia, della prostituzione e dell’emarginazione

Obiettivi specifici:

  • Attivazione dei contatti nel territorio
  • Costruzione di un centro polifunzionale di informazione, sostegno e cura che accolga gli orfani e i disabili, bambini vittime del maremoto e della miseria
  • Attivazione del centro dove fornire le prime cure necessarie agli stessi bambini e la possibilità di accedere ai servizi socio-sanitari del territorio Thailandese attraverso una corretta formazione. Cure di tipo medico, infermieristico, terapeutico e fisioterapico, nonché le nozioni necessarie a livello informativo (es. la tessera sanitaria) per poter accedere ai servizi pubblici.
  • Garantire il mantenimento dei bambini orfani e invalidi attraverso l’inserimento nelle case famiglia di Bangkok

Organizzazioni coinvolte e patners locali:
Diocesi di Bangkok
Diocesi di Sura-Thani
Caritas Diocesana di Venezia
Istituto Missionario delle Saveriane
Missionari del PIME  presenti a Bangkok attraverso l’opera di padre Adriano Pelosin

La Caritas Diocesana di Venezia, attraverso l’Istituto Missionario delle Saveriane stipulerà una convenzione della durata di cinque anni dove ci si impegna:

  1. acquistare il terreno dove costruire la “Casa per gli angeli” da intestare alla Diocesi di Bangkok;
  2. Costruire la “Casa per gli angeli”;
  3. Sostenere i costi gestionali per i primi tre anni;
  4. Garantire il necessario per le suore impegnate all’interno della Casa;
  5. Promuovere iniziative idonee e accordate con il Vescovo di Sura-Thani per le zone direttamente colpite dal maremoto del 26.12.2004.

 

 Riferiementi bancari: 
Caritas Veneziana
C/c/p 16095309
Santa Croce, 495/A
30135   VENEZIA
CAUSALE: UNA CASA PER GLI ANGELI

Conto corrente intestato a Caritas Veneziana presso Cassa di Risparmio di Venezia CIN K Abi 06345 cab 02000 c/c 07400659636 A 
CAUSALE: UNA CASA PER GLI ANGELI

 


IPOTESI DI BUDGET 

Obiettivo

Organizzazioni coinvolte

Data inizio realizzazione obiettivo

Data presunta obiettivo realizzato
 

Spese prevista

 Acquisto della casa presente nel terreno individuato

Caritas Veneziana

 Febbraio 2005

Maggio 2005

34.000 €

Acquisto automezzo per spostamenti e trasporto bambini

 

Caritas Veneziana

Febbraio 2005

Giugno 2005

14.000 €

 Acquisto del  terreno
individuato

 

Caritas Veneziana

Febbraio 2005

Agosto 2005

50.000 €

Costruzione della  struttura 

Caritas Veneziana

 Settembre 2005

 Gennaio 2006

 150.000 €

 Formazione il personale

Caritas Veneziana

 Settembre 2005

Gennaio 2006

10.000 €

 Resa dei servizi funzionanti per l’utenza

 Caritas Veneziana

Settembre 2005
Gennaio 2006

Novembre 2005
Febbraio 2006

15.000 €

 Mantenimento
della casa e del centro degli orfani 

 

Missionarie Saveriane
Personale “Thai”

 

 

Novembre 2005
Gennaio 2006

Durata cinque (5) anni

300 €
annui a bambino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Alcune foto (22-12.2004-05.12.2005)

 Foto 1,2,3.      Le baraccopoli di Bangkok
Foto 4.            Suor Angela Bertelli con uno dei bambini disabili incontrati
Foto 5  Padre Adriano impegnato nella catechesi con i bambini della baraccopoli
Foto 6             Il terreno individuato per la costruzione del centro

 


 

Tratto dai racconti di P.Adriano ad alcuni genitori adottanti

Le Case famiglia di Bangkok 

Tuek Deng, Bang Sue, Bangkok
La cas-famiglia di Na.
Qui abbiamo preso in affitto una casa a due piani in muratura per ospitare undici bambine dai quattro ai dodici anni. La signora Na, sposata con due figlie, e la signora Mik, abbandonata dal marito con tre figli, sono a capo della casa-famiglia. Le bambine oltre che andare alla scuola normale stanno anche attendendo corsi di danza classica thailandese.

La casa-famiglia di Noi.
Abbiamo anche una casa per cinque  ragazzi, adolescenti e un’altra, per ragazzi dai sei ai dieci anni. Il signor Noi e la cuoca Chamniam sono incaricati delle due case-famigia. Ci sono poi due giovani Anek e Supasat che sono in formazione per diventare responsabili delle case- famiglia e altri settori di assistenza sociale nellle baraccopli.

Assistenza ai malati di AIDS.
La signora Keo e la sua figlia Peo sono  incaricate di seguire gli ammalati di AIDS. La signora Keo stessa ha la malattia ed è vedova con quattro figli il cui più piccolo ha quattro anni.

 Assistenza sociale
I responsabili delle case-famiglia sono anche punto di riferimento per più di cento ragazzi che non hanno i mezzi sufficienti per poter andare a scuola. Con l’aiuto costante dei genitori a distanza e tanti benefattori, tutti questi bambini possono avere una educazione scolastica  e spesso anche assistenza medica, morale e sportiva.  Gli assistenti sociali aiutano  anche parecchi anziani che altrimenti sarebbero abbandonati, sostengono  molte ragazze madri con  neonati ai  quali è ncessario procurare il latte in polvere ogni giorno.

Praram Hok
Qui non abbiamo nessuna casa-famiglia ma una  prenseza con una assistente sociale, la signorina Tim che segue circa uncentinaio di bambini sostenuti dai genitori a distanza. Anche lei deve seguire i casi di mamme abbandonate, di ammalati  anziani abbandonati. Spesso questi ammalati e anziani sono parenti o vicini di casa dei bambini sostenuti dai genitori a istanza, per cui diventa una necessità soccorrerli. I bambini stessi ,spesso, sono quelli che ci chiamano e ci portano a trovare questa  o quella persona che sta soffrendo e ha bisongno di aiuto.

 Chok Chek, PakKret , Nonthaburi
La casa-famiglia di Nok.
Qui abbiamo una casa in affitto con dodici ragazzi dai dieci mesi ai quindici anni. La signora Nok è a capo di questa csa-famiglia con la cuoca Ciun ,che è una ragazza  madre con due figli. La Nok è coadiuvata da  due giovani Chanwit  Suticiai. La signora Nok  si è appena sposata con il signor Noi che è l’ncaricato della casa degli adolescenti di Tuek Deng. Auguriamo tanti anni di felicità  a Nok e Noi. La signora Nok frequenta  corsi universitari di psicologia e di pedagogia assieme alla Na di Tuek Deng e la Tim di Praram Hok per poter capire meglio i problemi dei ragazzi abbandonati che devono seguire. Suticiai prende corsi di assistenza sociale e Chanwit  si sta specilizzando nella catehesi.
Anche qui la nostra casa è centro per l’assistenza per altri ottanta ragazzi della baraccopoli,  e anziani ammalati, ragazze madri, neonati, prigionieri  e stiamo proprio in questi ultimi giorni socorrendo i baraccati di Rangsit, che sono in uno stato deplorevole. Qui abbiamo cominciato a ricostruire alcune baracche pechè pericolanti o troppo piccole . Parecchi dei nostri bambini abbandonati sono senza certificato di nascita, così  i nostri assitenti sociali devono andare da un ufficio all’altro per cecare di dare una identità ai bambini ,a volte anche le loro mamme sono senza certificato di nascita o carta di identità, allora il problema è ancora più complicato. 

Mitpracha, PakKret
La casa-famiglia di Keng.
Qui abbiamo in affitto una casa  sotto la direzione della signorina Keng con  cinque ragazzze dai quindici ai diciasette anni che vanno tutte alle scuole superiori. A questa casa fa recapito anche la signorina Urai che tiene i contatti con le scuole dove i nostri bambini sono presenti. Anche qui la Keng assiste altri sessanta bambini poveri oltre a tutti i poveri che vanno a lei per assistenza medica, latte per neonati ecc. La Keng è anche responsabile di un’altra casetta dove vive la signora Lek,  recuperata dall’alcoolisimo, e due ragazzi di diciasette anni che studiano e lavorano.

La casa-famiglia di Usa.
Poi c’è un’altra casa dove la signora Utsa, abbandonata dal marito con tre figlie,  fa da mamma ad altre cinque ragazze dai quattro ai quattordici anni.

La casa-famiglia di Pom.
Abbiamo un’altra casa con la signorina Pom che fa da mamma a quattro bambini dai dieci mesi agli otto anni. Lei è la zia di tre di questi bambini i cui genitori sono in prigione per spaccio di droga, il quarto bambino di dieci mesi è stato abbandonato dai sui genitori. La casa della Pom è vicina alla casa della Utsa per cui le due mamme si danno una mano quando è necessario.

La casa-famiglia di Nut.
Abbiamo affittato un’altra casa dove la signora Nut, con tre figli e tre nipoti abbandonati dai loro genitori, e la signora Ta, con tre figli, abbandonata dal marito, fanno da mamme ad altri tre bambini abbandonati. I bambini sono di  un anno ai quattordici anni anni.

Wat Chog Lom, Pak Kret

La casa-famiglia di Chiap.
Qui c’è una realtà un pò diversa e cioè la casa è di proprietà della signora Chiap e del suo marito signor Iao. Loro hanno quattro figli e si sono impegnati a dare ospitalità ad altri sette ragazzi tra cui un piccolo di un anno. I signori Chiap e Iao sono anche punto di riferimento per altri ottanta ragazzi poveri della baraccopoli, oltre ad assistere ammalati, anziani prigionieri, ragazze madri. Il signor Iao è anche maestro nella costruzione di tamburi , segue un gruppo di venticinque giovani tamburristi e danzatrici che spesso sono chiamati a suonare e danzare nelle feste tradizionali thai. Il signor Iao è pure un bravo carpentiere e costrutture, per cui segue tutti i lavori di riparazione delle baracche, nelle diverse baraccopli.
Casa-famiglia di Angun
Anche questa è una casa speciale perchè è composta dal nonno e la nonna Angun che seguono undici nipotini i cui genitori sono morti o sono in prigione e semplicemente se ne sono andati lasciando i loro figli in custodia ai nonni. I bambini sono dai tre anni ai diciotto, vanno tutti a scuola con l’aiuto dei genitori a distanza e la generosità di tanti amici.
Casa-famiglia di Pa To
Questa è simile alla precedente con una Nonna,To, che segue sei nipotini. I genitori dei bambini sono in prigione per spaccio di droga, o le mamme  sono state abbandonate dai mariti e poi si sono risposate, e i nuovi mariti non vogliono  i bambini nati dai matrimoni precedenti.

 Kok Chek, Pak Kret

 Casa-famiglia di Lhai.
Qui ci sono due case una per otto ragazze e una di dieci ragazzi. A capo della organizzazione sono  la signora Lhai e il suo marito Lek e la mamma della Lhai, nonna Pau, e una  ragazza madre, Bi. La casa dei ragazzi è di proprietà della Nonna Pau, mentre quella delle ragazze è in affitto, c’è poi un’altra ragazza, la Pun, che aiuta a lavare e stirare e va alla scuola superiore serale. La Lhai assiste poi altri 90 bambini poveri della baraccopoli ad andare a scuola. Questo vuol dire pagare le spese scolastiche, libri, quaderni, divise, scarpe, cibo a mezzogiorno e a volte anche al mattino  alla mensa della scuola e le spese di trasporto per andare a scuola. Qui la scuola inizia in Maggio. Allora tutto il mese di aprile e il mese di maggio non solo Lhai ma tutti i nostri cooperatoori  e cooperatrici e soprattuto le mamme delle case-famiglia sono molto impegnate a contattare le scuole e  prepare tutto l’occorrente affinchè i ragazzi siano pronti per l’avventura della scuola. La Lhai ha anche il compito di dare da mangiare tutte le sere a circa altri trenta  bambini  e anziani o  malati cronici poveri del vicinato.

 Soi Santisuk, Ban Mai, Pak Kret

 Casa-famiglia di Pa Ceo
Qui una famiglia cattolica ha dato in uso una parte della sua casa a una vedova, la Pa Ceo con due figli , di diciasette e diciannove anni entrambi studenti al’istituto tecnico Don Bosco e una sorella ragazza madre, si sono aggiunti poi due giovani di 18 anni, uno che studia pure al Don Bosco e l’altro che fa l’apprendistato nel lavoro delle vetrate a colori.

Seguiamo  anche un’altra piccola realtà
, cioè una casa che abbiamo affittato perchè una mamma vedova con due figli di sedici e diciotto anni possano vivere insieme. Prima ognuno viveva per conto suo e la mamma era alcoolizzata. Ora la mamma non beve più, ma non è in grado di gestire una famiglia. I figli vanno a scuola. Una assistente sociale, la signorina Somcit segue questa casa e tanti altri bambini adottati dai genitori a distanza in questa zona.

 Nam Man Tip, Ban Mai, PakKret

La signorina Somcit che è una maestra in pensione, segue anche una baraccopoli chiamata Nan Man Tip, con circa cinquanta bambini che sono nella nostra lista dei bambini adottati dai genitori a distanza. Anche lei cura i rapporti con le scuole e aiuta tanti poveri, ammalati, anziani, ragazze madri ecc.

 Mae Put, e Suk Sawan nel distretto di Klong Lan,  provincia diKampeng Pet  

Questi due villaggi sono a cinquecento chiometri da Bangkok. Io li seguivo quando ancora lavoravo a Lampang sedici anni fa. Sono gente della tribù Lahù e sono profughi dal Laos diventato comunista nel 1975. Solo pochi anni fa sono stati riconosciuti ufficialmente come cittadini thailandesi, ma non ancora tutti. Non possedevano nulla, anche la terra del villaggio Mae Put è stata comperata con le offerte di benfattori dall’Italia nel 1987. Mentre il villaggio di Suk Sawan si è staccato da Mae Put nel 2000 per un intervento della casa reale thailandese. Con le offerte dei genitori a distanza qui stiamo comperando le risaie per le famiglie dei bambini adottati, occorreranno parecchi anni per comperare le risaie per tutte le famiglie, 135 famiglie, ogni anno comperiamo risaie per quanto ci consentono le offerte. Usiamo anche una parte dei soldi per assistere i bambini più in difficoltà soprattutto i figli dei priginieri per spaccio di droga e altri crimini. 


Chi sono I bambini delle nostre case-famiglia?Alcune storie
 

(I  nomi sono cambiati per rispetto alle persone) 

Nam khang
Rugiada  fa la sesta elementare, non conosce il giorno della nascita, nè sa dove è nata... Sua madre, sempre ubriaca si è dimenticata di tutto. Rugiada è una ragazza introversa e silenziosa, odia i posti dove c’è tanta gente. E’ nata  nell’ottavo mese di gravidanza e pesava solo otto etti. Durante la gravidanza la mamma si ubriacava e fumava in continuazione. La bambina è nata piena di malattie per cui dovette stare in ospedale per due anni. Poi rimase qulche anno con la mamma ubriaca , non andava a scuola finchè per l’intervento di Supap è stata messa in un orfanatrofio. A dodici anni è uscita e stava con la mamma ubriaca. Rugiada  era inpericolo... La mamma quasi moribonda, col fegato a pezzi è stata portata all’ospedale. Quando uscì  dall’ospedale  Supap la portò nella  casa famiglia-famiglia di cui è a capo dove. Ora mamma e figlia stanno vivendo una vita nuova.

Fon
Fon  frequenta la prima superiore, è una ragazza semplice allegra che va daccordo con tutti, ma a volte è silenziosa e scura in faccia. Fon vive con i nonni perchè i genitori si sono separati e risposati e da allora si sono deimenticati della figlia. Fon aiuta i nonni a raccogliere imondizie riciclabili per avere i soldi per andare a scuola. Così Fon deve sempre lavorare e non ha occasione di andare fuori di casa o di divertirsi come tante altre ragazze che hanno i genitori.  Fon a volte scappa di casa e per parecchi giorni non torna... è in pericolo..La laica missionaria Supap lo sa , cos’ va a parlare con i nonni e chiede il permesso di portarla alla chiesa e farla diventare amica delle ragazze della casa-famiglia e del grupppo dei giovani della parrocchia, cosi’ Fon ha cominciato a trovare il senso della sua vita.
 

Aspra Prio
Prio  frequenta la prima superiore, è una ragazza  molto intelligente, molto attenta, non si fida di nessuno, ama le amiche e si preoccupa dei loro sentimenti. I suoi genitori si sono separati quando lei era ancora piccola. Viveva  in casa con suo padre dove abitava anche la famiglia di  uno zio.  Da quando aveva sei  anni il papà la abusava  a periodi Anche il cugino di quattordici anni la abusa mentre dorme nelle stessa stanza col papà. Quando aveva dieci anni la mamma è venuta a riprendersi la figlia, però la picchiava ogni giorno per strani  motivi, cioè perchè Prio ha la stessa faccia del padre. La madre forzava la figlia a vendere la droga, pillole di methamfetamina. Prio scappa di casa e va a srare da una amica e comincia a bere alcool e a fumare sigarette e va in giro di notte per tre mesi. Supap,la nostra assistente sociale,  l’ ha incontrata in quel tempo e le ha chiesto di venire ad abitare nella casa-famiglia da lei diretta. Tante notti Prio si chiude in stanza a luci spente e piange a voce alta straccia i vestiti e ha la febbre alta. Quando durante il giorno vede che una mamma picchia il suo bambino, a Prio viene subito il mal di testa seguito dalla febbre. E’ molto gelosa .. quando Supap accetta una nuova ragazza  nella casa-famiglia Prio non può sopportare che Supap parli o dia un pò di affetto anche alla nuova arrivata.  La preghiera ,la lettura della bibbia nel gruppo, il vivere insieme con altre ragazze ha aiutato Prio a sentirsi più libera e a guardare al futuro con più speranza..è anche più libera di amare gli altri senza tante gelosie.

 Cian
Cian frequenta la terza media, è una ragazza allegra e amica di tutti, ma a volte si arabbia e picchia tutti quelli che le stanno attorno. La sua famiglia raccoglie immondizie da riciclare, quando non raccolgono abbastanza immondizie non mangiano e la ragazza non ha i soldi per pagarsi l’autobus e la merenda per andare  a scuola. La mamma nella speranza di vivere un pò meglio divorzia e si sposa con un altro uomo. Questo nuovo marito è peggiore del primo, non lavora, beve sempre alcool e picchia la moglie quando non le da i soldi. Cian non vorrebbe mai tornare a casa, pechè spesso trova il patrigno e la mmma ubriachi che litigano e si picchiano, il patrigno ubriaco pensa che Cian sia sua moglie e cerca di violentarla....Cian scappa e va a stare con un’ amica che lavora in un bar notturno.. lavora anche lei, fuma, beve, ha soldi si veste bene. Anche la madre va riscuotere  i soldi dalla figlia e se non gliene da, la picchia. Un giorno passando davanti alla nostra casa famiglia Cian si ferma e si consiglia con Supap. Supap chiede alla madre di lasciare che Cian venga a stare nella casa-famiglia. Presto fatto. Ma Cian alla sera vuole uscire, da calci a tutti e distrugge tutto in casa...questo  per due settimane . Supap la porta alla messa ogni sera e la ascolta ogni giorno,  è paziente e forte con Cian, finchè Cian ha cominciato a capire  in che pericolo si stava mettendo. Ora tutte queste ragazze e molte altre con fatica stanno imparando a convivere con i loro prolemi, incomnciano a perdonare i loro genitori e a ritrovare stima di stesse, soprattutto attraverso un rapporto sempre più profondo e e personale con Gesù.