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Testata di KOHA DITORE martedì 17.01.06 IL CARDINALE SCOLA CONSIDERA LA GIOVENTÙ KOSOVARA COME GRANDE RICCHEZZA PER L’ EUROPA. Prishtina 16.01.2005. Il Kosovo potrà trovare la sua fisionomia nell’ambito della Unione Europea e la gioventù del Kosovo è una grande ricchezza per tutta l’Europa. Cosi ha dichiarato il Patriarca della Venezia, il Cardinale Angelo Scola lunedì a Prishtina dopo un incontro svolto con le più importante autorità nazionali ed internazionali in Kosovo. Come Cardinale e come rappresentante della Chiesa Cattolica al livello mondiale esprimo il desiderio che il Kosovo possa trovare la propria fisionomia nell’ambito della Unione Europea. In particolar modo io vedo i giovani del Kosovo come una ricchezza per tutta l’Europa – ha detto il Cardinale Angelo Scola dopo l’incontro con il primo ministro Bajram Kosumi. Lui ha detto questo per la gioventù del Kosovo poiché gli altri paesi dell’Europa stanno vivendo una grande crisi demografica ed una mancanza dei valori. “sono convinto anche su quello che m’ha detto il Presidente Rugova con il quale sono incontrato poco fa ed ho avuto un discorso profondo e molto colpito riguarda il compito e la missione che ha il Kosovo nell’ambito di quel che sono i stati al intorno e le nazioni” ha detto il Cardinale Scola. Mentre i leader istituzionali locali hanno ringraziato il Cardinale per il grande contributo della chiesa cattolica del Kosovo riguarda le creazione della tolleranza intercittadina ed il ruolo dell’interessamento del Vaticano per la pace in Kosovo. “ Il Presidente Rugova ha valutato il contributo del Monsignor Mark Sopi per il Kosovo ed ha accentuato che adesso siamo alla veglia della soluzione dello status definitivo del Kosovo, l’indipendenza e la piena sovranità sono soluzioni che assicurano la pace e la stabilita nel nostro paese ed in questa parte del Europa” si dice in una comunicazione rilasciata della Presidenza. Anche il primo dell’ Esecutivo kosovaro, Bajram Kosumi ha ringraziato il Cardinale per il lavoro e l’impegno che la chiesa cattolica ha fatto in Kosovo. “Il Cardinale Scola ha onorato il governo ed il popolo del Kosovo con la sua visita. Voglio dire che Monsignor Mark Sopi ha fatto tanto purché il Cardinale abbia questo incontro con il Kosovo. Purtroppo lui non ha potuto accoglierlo personalmente ” ha detto il primo ministro dopo l’incontro. Fra tempo il Presidente del parlamento del Kosovo, Nexhat Daci ha detto che “ siamo fieri che la Roma, il Vaticano e la Chiesa Cattolica sono attivi in Kosovo e molto vicino alle istituzioni del Kosovo”. Il Cardinale Scola è venuto in Kosovo nel funerale del Vescovo del Kosovo , Monsignor Mark Sopi. Stesso lunedì il Cardinale si è incontrato anche con il vice amministratore dell’UNMIK, Larry Rosin. Testata di ZERI martedì 17. gennaio 2006 IL Cardinale Scola dice che l’Europa ha bisogno della gioventù kosovara Il Patriarca di Venezia,il Cardinale Angelo Scola quale è arrivato in kosovo la settimana scorsa per partecipare nella cerimonia funebre di monsignor Mark Sopi, lunedì ha svolto incontri separati con il presidente Ibrahim Rugova, il capo del parlamento Nexhat Daci ed il primo ministro Bajram Kosumi. Dopo questi incontri il cardinale del Vaticano, Scola ha detto che il Kosovo è un paese pieno di giovani per i quali l’Europa ha bisogno. Scola ha detto che 3 anni fa doveva realizzare questa visita con la richiesta di Sua Eccellenza il defunto Mark Sopi, come espressione di amicizia fra le unioni cristiane. Lui ha detto di aver incoraggiato i fedeli cattolici di continuare in questa funzione e partecipazione per una educazione migliore e più pacifica per il futuro del Kosovo. Daci ha detto di aver ringraziato il Cardinale Scola per il grande contributo della Chiesa Cattolica in Kosovo nella creazione della tolleranza tra i cittadini in Kosovo, per l’interessamento della Chiesa Cattolica e della sua Eccellenza del Vaticano il Papa Giovanni Paolo II e adesso del Papa Benedetto XVI purché in Kosovo regna la pace, la giustizia e lo sviluppo. Daci ha promesso al Cardinale Scola che il Kosovo continuerà sulla strada della tolleranza iniziata 16 anni fa con il presidente Rugova. “Ci sentiamo orgogliosi perché tutta Roma, il Vaticano e la Chiesa cattolica in genere sono attivi nel Kosovo e vicini alle istituzioni ed al popolo del paese e stiamo lavorando per avere una collaborazione ancora più forte in questa direzione ” ha detto lui. Mentre il primo ministro Kosumi ha detto che la visita di Scola ha onorato il kosovo ed il suo popolo. “Mark Sopi ha lavorato tanto purché il cardinale di Venezia abbia un tale incontro in Kosovo pero sfortunatamente non l’ha aspettato” ha detto lui. Lui ha detto di aver presentato il cardinale con i sviluppi politici avvenuti in Kosovo da dopo guerra e con il desiderio del popolo del Kosovo per la libertà e che il Kosovo abbia la fortuna di avere il suo stato, il suo futuro, la sua democrazia e la sua prosperità economica con lo scopo finale che lo stato del kosovo faccia parte nella Unione Europea, cosa che creerebbe una pace e libertà nella ragione. Scola dopo l’incontro con Kosumi ha ringraziato tutte le autorità che hanno partecipato nelle preparazioni del funerale di monsignor Mark Sopi. “Sono sicuro che la Chiesa Cattolica continuerà cui l’opera dell’uomo buono che aveva delle grande visioni e prospettive” ha detto lui, per poi aggiungere che come rappresentante della Chiesa Cattolica al livello mondiale desidera che il Kosovo trova la sua fisionomia nell’ambito dell’UE. “mi ha fatto impressione il grande numero dei giovani ed il loro desiderio per una nuova vita migliore. Lo stato dei giovani da noi è difficile e non è facile motivarli e darli dei valori. Viviamo una grande crisi demografica ed una mancanza dei valori cosi che noi aspettiamo più valori dal Kosovo in questo aspetto” ha detto il Cardinale. TESTATA DI KOHA DITORE Mercoledì, 18 gennaio 2006 SCOLA:IL KOSOVO DEVE INIZIARE A TROVARE LA PROPRIA IDENTITÀ DENTRO LA FAMIGLIA EUROPEA Peje, 17 gennaio – il Patriarca di Venezia, il Cardinale Angelo Scola ha detto martedì a Peja che il Kosovo deve iniziare a trovare la propria identità dentro la famiglia europea. Il patriarca di Venezia, quale è venuto in Kosovo per partecipare il funerale del primo della diocesi kosovara, del vescovo Mark Sopi, davanti ai funzionari del governo di Peja ha fatto conoscere che la sua dichiarazione l’ha ripetuta anche davanti ai vertici della politica kosovara, e quelli dell’UNMIK e della KFOR per poi aggiungere il suo commento che: “l’integrazione del Kosovo in Europa non basta essere una integrazione parziale ma deve avere delle forte radici”. Lasciando a parte la politica globale del Kosovo, l’ospite dalla Venezia ha raccomandato alle autorità locali di Peja di essere più vicino possibile ai loro cittadini, essendo convinto che con questa vicinanza possano creare delle istituzioni democratiche. Lui ha detto che queste istituzioni stano mancando anche ai paesi che hanno già da tempo una tradizione democratica. “in questi paesi esiste una democrazia nelle varie strutture ma è formale esterna, mentre manca una democrazia basica, la democrazia del popolo” ha detto lui dando una grande importanza alle medie quali secondo lui stano sostituendo la democrazia. Riguarda le municipalità, lui ha detto che sono gli organi principali che possono portare al cittadino un futuro progredito. Il numero uno della municipalità di Peja Ali Lajci ha assicurato all’ospite di Venezia che il popolo albanese del Kosovo continua a costruire rapporti amichevoli con il popolo italiano e spera che questi rapporti saranno sempre più affettuosi. Rientrando nella attualità politica del Kosovo riguarda il suo status Lajci ha espresso la convinzione che lo stato del Kosovo avrà un sostegno potente dal cardinale ed anche dal suo popolo. Lajci ha detto che tutti i cittadini che vivono nello stato del Kosovo saranno uguali. Lui ha ringraziato il cardinale dell’aiuto che l’Italia ha dato nella ripresa di Peja distrutta dalla guerra. TESTATA DI EPOKA E RE Mercoledì, 18 gennaio 2006 IL CARDINALE SCOLA INVITA I DIRIGENTI DI ESSERE PIÙ VICINO AI CITTADINI Peje, 17 gennaio – il Patriarca di Venezia il Cardinale Angelo Scola ha detto martedì a Peja che il Kosovo deve iniziare a trovare la propria identità dentro la famiglia europea, mentre dalle autorità locali ha chiesto di essere più vicino ai cittadini perché solo cosi si possono creare delle istituzioni democratiche. Il Cardinale veneziano Angelo Scola durante un incontro con i dirigenti del governo locale di Peja ha ripetuto le dichiarazioni che come ha detto lui aveva fatto anche ai più alti rappresentanti politici del Kosovo, dell’UNMIK e della KFOR che il Kosovo deve iniziare a trovare l’identità dentro la famiglia europea e che l’integrazione in Europa non basta essere una integrazione parziale ma deve essere radicale”. Lui ha chiesto dalle autorità locali di essere più vicino ai cittadini poiché solo cosi possono creare delle istituzioni democratiche. Una tale vicinanza manca anche negli stati più sviluppati europei dove secondo lui esiste solo una democrazia superficiale anche se questi paesi hanno già da tempo una tradizione democratica. “In questi paesi esiste una democrazia nelle varie strutture ma è formale esterna, mentre manca una democrazia basica, la democrazia del popolo” ha valutato il cardinale, secondo il quale anche gli organi intermediari di questa democrazia sono difettosi oppure tetri. Scola ha detto che il cittadino è come un individuo solo mentre l’istituzione è un organo molto grande ma manca la collaborazione reciproca e l’unico ponte di collegamento fra il cittadino e le istituzioni statali democratici secondo lui sono le medie soprattutto la televisione. “ siamo camminando verso una democrazia che manca all’istituzione mentre le medie elettroniche sostituiscono la democrazia” ha detto lui per ricordare ai dirigenti comunali che le municipalità sono gli organi principali ed vitali che possono dare al cittadino un futuro con delle prospettive. Fra tempo il sindaco di Peja, Ali Lajci parlando all’ospite dei rapporti stretti amichevoli che Peja ha con la municipalità di Bergamo e la regione di Toscana quali hanno fatto tanto per la ripresa di questa municipalità nel periodo di dopo guerra ha detto che questa regione e il popolo italiano hanno le intenzioni comuni per la costruzione di una pace stabile per tutta la popolazione che vive qui. |
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