CARITAS VENEZIANA

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SOSTEGNO DELLA CARITAS VENEZIANA ALL’ASSOCIAZIONE “BAMBINI DI MANINA”

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Mi è molto difficile raccontare ed attualizzare la storia di questa simpatica napoletana e trovare un nesso logico fra le sue attività ed il sostegno fornito dalla Caritas Veneziana. Sembra quasi di dover raccontare una storia d’altri tempi, e quindi “c’era una volta….” una vivace, rivoluzionaria e casinista insegnante di lettere, all’anagrafe Manina Consiglio. Da sempre impegnata nel sociale, eredita questo nome “nu poco strano” dalla nonna appartenente ad un ricco casato napoletano, con origini materne venete. 

Sfruttando la possibilità di usufruire di un pensionamento in età molto giovane rispetto agli attuali criteri e canoni fissati dalla presente legislazione, Manina decide di ritirarsi a vita privata e usufruire del suo tempo libero per dedicarsi alla pesca, alla buona lettura e alla scrittura (d’altronde con una laurea in Filosofia non poteva essere diversamente). 

Ascoltati i racconti di alcuni amici che descrivevano il Madagascar come una terra straordinaria per bellezza e natura, Manina (siamo nel 1997), armata del tipico piglio napoletano e con discreta curiosità, parte alla San Tommaso, “se non vedo non credo”. Dopo un anno, superato l’invischiamento con una guerra civile esplosa nel mentre, Manina ritorna nell’isoletta di Nosy Be nel Nord-Est del Madagascar. Un posto favoloso, dove la natura domina lussureggiante, il mare è ricco di placton e quindi di flora e fauna marina, le barriere coralline si snodano sinuose in vicinanza delle coste e la vita in questa piccola isoletta scorre apparentemente serena impegnando la popolazione in attività di pesca, di artigianato e nella coltivazione della canna da zucchero, oltre che del famosissimo fiore “ylang-ylang” che produce un intensissimo profumo e viene impiegato abbondantemente nella cosmesi per le sue proprietà fissative. Da qui deriva l’azzeccato soprannome per Nosy-Be di “isola dei profumi”. Manina si costruisce una casetta sul pendio di una collinetta sempre soleggiata, costantemente rinfrescata da una lieve brezza marina e, cosa fondamentale, a due passi dal mare. Le giornate scorrono fra la lettura di classici e battute di pesca dove la proverbiale fortuna e bravura di Manina, che da tempo ama la pesca, stupisce anche i pescatori locali. 

La cordialità e la vivacità napoletana  immediatamente favorisce il contatto e la confidenza con la gente locale, facendo emergere prepotentemente anche gli aspetti drammatici di una povertà e miseria veramente devastanti, sia sul piano economico che sull’aspetto relazionale ed umano. 

Condizionata dalla sua formazione da ex insegnante, Manina si adopera da subito per garantire ai bambini del proprio villaggio (Ambatoloaka) l’istruzione primaria, aprendo ed inaugurando sotto casa la prima scuola gratuita per chi non ha la possibilità di pagare né le costose scuole private (tristemente cattoliche) né le tasse ed il minimo per il mantenimento al sistema pubblico. 

Si innesca un vortice di fattori casuali, di coincidenze, di volontà ferrea e determinazione nel voler garantire l’istruzione a tutti i bambini dei villaggi adiacenti ad Ambatoloaka. Nel giro di poco tempo le scuole si moltiplicano, mentre si evidenziano ulteriori fattori che mettono l’aspetto scolastico in second’ordine. Senza dilungarci troppo nella storia e negli avvenimenti che Manina ha saputo affrontare e superare vi mettiamo al corrente del suo operato:

70 scuole che assicurano l’istruzione primaria a 4500 bambini;
1 biblioteca con testi in lingua francese (lingua ufficiale) gratuita per tutti, l’unica in tutta l’isola;
1 ambulatorio medico con un dottore ed un infermiere che possono visitare circa 60 persone al gg. dispensando cure e medicinali gratuitamente;
2 bagni pubblici realizzati nel centro del paese con doccia gratuita, forniti di detersivi e saponi;
100 famiglie poverissime che ricevono gratuitamente 5 kg. di riso alla settimana, segnalate dai “fokontani”, i capovillaggio;
1 casa di ospitalità per anziani che oggi ospita  8 “giovanotti” ultrasessantenni, rinvigoriti ed in buona salute (raggiungere questa età in un contesto climatico ed ambientale simile è un impresa che riesce a  pochissime persone);
2 paraplegici assistiti nella loro capanna giorno e notte da una persona che li accudisce e garantisce loro un minimo di ginnastica e medicamenti per le inevitabili piaghe di decubito.  Manina ha dato loro anche la sedia a rotelle, come ad altri tre paraplegici a cui paga anche la casa.
80 persone che lavorano per conto di Manina, fra operai, insegnanti e collaboratori vari. 
 

Questi freddi numeri devono essere letti nel contesto sociale del Madagascar. Qui l’acqua risulta un optional e l’80% della popolazione non ne usufruisce in modo continuativo ed agevole. Il ricovero in ospedale è costoso, da poco è stata abolita la tassa per il posto letto, tuttavia il cibo, le visite ed i farmaci si pagano. Tralasciando le condizioni igienico-ambientali dello stesso ospedale, molte persone si ammalano di tubercolosi a causa anche di una alimentazione scarsa di proteine.  La malaria è una malattia endemica e causa annualmente molte morti, in particolare nei bambini. La mortalità infantile ha un tasso elevatissimo ed i bambini handicappati o con gravi malformazioni vengono “lasciati” morire nelle capanne, in quanto nessuno può prendersi il lusso di curarli. Una semplice infezione o una banale appendicite sono cause di morte molto frequenti; ciò appare ai ns. occhi come inaccettabile eppure siamo in un contesto di assoluta normalità. Le infezioni per l’acqua sporca, per le cattive condizioni igienico-sanitarie con cui sono trattati i cibi, quindi forme di intossicazione alimentare colpiscono tutti indistintamente, lasciando sopravvivere solo i più forti. 

Gia´ da alcuni anni anche a Nosy-Be purtroppo e´esploso il “turismo sessuale” che trova terreno fertile in un contesto di estrema povertà e miseria. Con esso dilagano tutte le patologie a sfondo sessuale, in primis la sifilide. L’uso del preservativo è delegato al buon senso del turista, normalmente vige l’abuso dell’incoscienza e le morti per aids conclamato non si contano; premesso che a tutt’oggi sull’isola non esiste la possibilità di effettuare un’analisi del sangue atta ad individuare una presunta sieropositività. Giovani adolescenti sono a volte spinte dalle loro stesse famiglie a prostituirsi, essendo questa una facile soluzione che risolve i bisogni primari dell’intero nucleo. Non vogliamo ritrarre un quadro prettamente pessimista, tuttavia riteniamo che l’occhio di una persona sensibile e perspicace sappia guardare oltre le bellezze che la natura offre e leggere la povertà, la miseria e talvolta il dolore con i quali questo popolo convive, nonostante il loro sorriso sempre cordiale e sincero.  

Tutto le opere di Manina sono realizzate nello spirito tipicamente malgascio; le scuole, gli ambulatori e le strutture  sono costruiti nel rispetto dei locali usi e costumi, niente cemento ma capanne che risultano essere vivibili e non stravolgono il paesaggio. I programmi scolastici sono gli stessi adottati dal Ministero dell’Istruzione del Madagascar e le stesse scuole sono legalmente riconosciute. Cosa ancora più importante, che sottolinea lo spirito di gratuità con il quale sono realizzate queste opere, consiste nel fatto che tutto appartiene ai villaggi, nulla rimane e rimarrà di proprietà di Manina, tutto “è” e “sarà” proprietà dei villaggi. Viene spontaneo chiedersi come viene mantenuto, finanziato e realizzato tutto ciò. Anzitutto la locale economia e l’inflazione del franco malgascio (ora vige il corso della doppia moneta nel tentativo di stabilizzare l’inflazione pesantissima) ed il forte potere d’acquisto dell’Euro, consentono notevoli risparmi ed i prezzi sono decisamente inferiori (un salario medio può essere equiparato a circa 34-40 €).Le prime risorse vengono attinte dal patrimonio personale e familiare di Manina, dalla sua pensione e da ciò che ella stessa ha accumulato lavorando; vi sono poi donazioni di varie persone che sostengono l’opera di Manina o che la agevolano in altri modi (cercando medicinali particolari che non si reperiscono facilmente sul mercato, vie di trasporto economiche ed agevoli, o semplicemente inviando del denaro). Tutto ciò avviene con la massima gratuità e con l’aiuto della “Provvidenza”: quanto realizzato da Manina è assolutamente gratuito e mosso da uno spirito di altruismo e socialità che non chiede nulla in cambio. Le risorse umane, in termini organizzativi, di progettazione e di rapporti, non sempre facili con le locali autorità, gravano sulle sole spalle di Manina.  

La Caritas Veneziana ha conosciuto la professoressa Manina Consiglio per pura casualità; infatti un collaboratore della scrivente Caritas, per vie decisamente occasionali, si è trovato ospite di questa signora nella sua casa malgascia ed appreso di persona l’operato svolto da questa signora è iniziata una collaborazione ed un progetto di sostegno articolato nell’invio di contributi economici. Dopo alcuni tentativi ci siamo resi conto che il modo migliore per aiutare Manina è sostanzialmente quello di inviarle dei soldi, in quanto le spese di viaggio e spedizione di qualsivoglia materiale (via nave) sono molto elevate e talvolta i costi di spedizione e di sdoganamento superano il valore stesso della merce che si vuole donare. Inoltre l’invio di contributi economici ha anche la valenza di favorire la microeconomia dell’isola, acquistando direttamente i prodotti sul posto (trattasi sostanzialmente di farmaci, presidi sanitari, materiale scolastico e didattico, pasta e riso).   

Quanti volessero aiutare questa iniziativa, possono effettuare un versamento sul c/c della Caritas Veneziana specificando la causale (Manina-Madagascar) oppure contattando l’Associazione onluss Bambini di Manina” (www.bambinidimanina.org) creata appositamente da un volontario e amico di Manina per sostenere le sue iniziative. 

Quanto finora  realizzato da Manina necessita di un sostegno economico per essere consolidato ed avere continuità nel tempo, ma la sua intraprendenza e la continua “scoperta” di nuovi bisogni non fermeranno sicuramente qui le sue iniziative. A lei va tutta la ns. ammirazione per  il suo operato  che non chiede nulla in cambio, che si caratterizza oltre che per la gratuità anche per il rispetto della cultura e degli usi locali. Certamente la vita di Manina in questo “eden terrestre” è a volte molto pesante e faticosa, anche se animata da forti motivazioni ; motivazioni che non possiamo spiegare e alle quali ognuno  è libero di dare  la propria interpretazione. Noi (come Caritas) riteniamo giusto aiutare questa signora nella sua “missione” e, nel limite del possibile, cercare di essere per lei un piccolo aiuto e sostegno, anche morale. 

Per questo ci siamo promessi di farle visita personalmente ogni 2 anni. Nel frattempo inviamo alla sorella Marzia (che vive a Napoli) quanto riusciamo a raccogliere in termini economici, almeno un contributo ogni 6 mesi. 

Il 24 agosto 2004 Manina, con decreto del Presidente della Repubblica è stata nominata “Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Repubblica del Madagascar” un giusto titolo che le autorità locali hanno riconosciuto a Manina in virtù del suo operato, impreziosito dal fatto che tale riconoscimento non è mai stato conferito a nessun “vasà” (uomo bianco) e risulta di difficile acquisizione per gli stessi malgasci.


Le offerte vanno fatte presso:

c/c bancario n.1000/3230 intestato a "I bambini di MANINA del Madagascar",
presso San Paolo Banco di Napoli Ag. 11
via dei Mille n° 20, Napoli 80121 Italia.
ABI 01010 CAB. 03411 CIN. K